Le poesie della Dickinson sono pervase dalla sua personalità schiva eppur dirompente: la vita, gli affetti, la natura, il pensiero ossessionante della morte e dell’abbandono sono descritti con forza viva e drammatica. La sua è una genialità così originale da mettere in discussione l’idea che ognuno di noi ha sulla natura del genio poetico. Sono qui raccolte tutte le poesie tradotte dalla poetessa Margherita Guidacci. Una traduzione che ha attraversato tutte le complesse vicende editoriali che hanno “riscritto” i versi della Dickinson e che hanno dato luogo a una stratificazione qui, per la prima volta, restituita al lettore italiano. Un classico della poesia illuminato da un classico della traduzione.


Ma secondo voi è normale che io, nonostante sia consapevole che Emily Dickinson sia una delle maggiori poetesse statunitensi, continui a immaginarla nella campagna inglese? Ogni volta che leggevo una delle sue poesie “naturaliste”, la mia mente partoriva pensieri come “che bella descrizione della campagna inglese”. Questo tanto per darvi un’idea dello stato brado della mia mente e del perché vi chiami “prodi seguaci”…

Comunque, parliamo di Emily Dickinson, poetessa americana. Inizierei col dire che la Dickinson era una donna ribelle: cominciò con il rifiutarsi di professarsi pubblicamente cristiana e finì per isolarsi volontariamente nella sua stanza, in modo che i suoi pensieri e le sue poesie fluissero copiose e libere dalla sua mente.

Nonostante il suo isolamento, infatti, la Dickinson avvertiva chiaramente le tensioni del suo tempo: l’abisso che si faceva spazio tra la tradizione e il nuovo individualismo, tra il puritanesimo e il capitalismo. In pochi colsero la portata innovativa delle sue poesie: Thomas Wentworth Higginson, critico dell’Atlantic Monthly con il quale Emily Dickinson instaurò una lunga corrispondenza, definì i suoi versi “spasmodici”. Va anche detto, però, che il poveretto è passato alla storia per non aver capito un tubo della poetessa.

Lei stessa ne era consapevole (e probabilmente l’ha pure, elegantemente e poeticamente, sfottuto un po’ per questo), ma si rifiutò di “sistemare” le sue poesie affinché Higginson – e coloro che la pensavano come lui – le trovassero di loro gradimento. A favore del poveruomo va detto, però, che grazie a lui ci sono giunte molte informazioni sulla Dickinson e queste ci hanno aiutato ad avere un’idea più chiara di lei.

Personalmente, sono rimasta folgorata dalla potenza della gioia di vivere e parimenti dall’abisso di dolore che sprigionano i componimenti della Dickinson. Se la sua vita sembrava insostenibilmente monotona, la sua interiorità era fervida e ricca, tanto che la vita della Dickinson si racconta più in termini di riflessioni che in termini di fatti strettamente biografici.

Il mio consiglio è di leggere le sue poesie, almeno una volta nella vita. Nella brevità dei suoi versi è racchiusa una potenza che, secondo me, va provata.

4 stars smaller


Buon fine settimana, prodi seguaci! ^^

Annunci