Buon lunedì, prodi seguaci!☀️

Sono sopravvissuta al caldo di Pisa e in uno stato di grazia post-Pride vi lascio una citazione da In principio era il sesso di Christopher Ryan e Cacilda Jethá (in onore di quel bel cartello sui bonobo che ho visto al Toscana Pride e che ovviamente non ho fotografato perché sono io e dovete portare pazienza🤷‍).

Secondo E.O. Wilson, «tutto ciò che possiamo dedurre dalla storia genetica del genere umano parla a favore di una morale sessuale più liberale, in cui le pratiche sessuali devono essere considerate in primo luogo come mezzi che favoriscono il legame e solo secondariamente come mezzi di procreazione». Non avremmo saputo dirlo meglio. Ma se la sessualità umana si è sviluppata principalmente come un meccanismo per creare legami in gruppi interdipendenti nelle quali la certezza di paternità era una questione di nessun conto, allora la narrazione standard sull’evoluzione sessuale non ha più alcuna ragione d’essere. La presunzione anacronistica che le donne abbiano sempre barattato i loro favori sessuali a singoli uomini in cambio di aiuto nella cura dei bambini, cibo, protezione e tutto il resto crolla a contatto con le colte società in cui le donne non sentono alcun bisogno di negoziare simili accordi. Più che una spiegazione plausibile di come siamo diventati ciò che siamo, la narrazione standard si rivela essere un pregiudizio moralistico contemporaneo confezionato in modo da passare per scienza e poi proiettato sulla schermata lontana della preistoria: razionalizza il presente oscurando il passato. Yabba Dabba Doo.

Bestseller del New York Times e già tradotto in 15 lingue, In principio era il Sesso (Sex at Dawn) è il più potente attacco al concetto di matrimonio vibrato tramite un volume. Per quanto le spiegazioni di antropologi e filosofi si siano affannate a ricondurre il matrimonio alle prime forme sociali e addirittura alle relazioni nei gruppi di scimmie antropomorfe, le loro conclusioni restano basate su fraintendimenti di fondo piuttosto grossolani. Ryan e Jethà decostruiscono le teorie di Darwin, Hobbes, Malthus, Hrdy, S. Goldberg, Morgan, Pinker, Chagnon e altri con l’arma dell’ironia e con argomentazioni ineccepibili.
Non contenti della “narrazione standard” (di Sarah Blaffer Hrdy) che prevede la coppia esclusiva basata sullo scambio: la donna in cambio di carne (cibo) e di protezione per i figli dà all’uomo la certezza (con la fedeltà) che i figli siano suoi, i due autori mettono in campo un vero e proprio armamentario di dati su tribù del presente e del passato la cui sessualità non ripercorre lo schema predetto.