Buon martedì, prodi seguaci!☔️

Spero che abbiate passato delle feste serene: da parte mia, tra le varie cose, ho continuato la lettura de L’isola di Arturo di Elsa Morante, il libro del mese di LiberTiAmo. Dopo un inizio non proprio felice, direi che questo libro adesso ha la mia attenzione…

Dopo le scarpe, essa si tolse anche lo scialle che, fermato con una spilla sotto il mento, le avvolgeva il capo, e apparvero i suoi capelli, tirati su, e tutti stretti con una quantità di pettini, fermagli e forcine. Questa cosa risvegliò l’attenzione di mio padre, che si mise a ridere: «Che hai fatto!» le disse, «ti sei tirata su i capelli! È stata màmmeta! No, non mi piace. Tanto, si vede lo stesso che non sei una fèmmena grande. Vieni qua, voglio rifarti io bella, come piaci a me».

Ella ci guardò, sottomessa ma esitante, e per colpa di questa esitazione la volontà di mio padre si accese più forte. Con una animazione inaspettata, impetuosa, egli le ripeté di avvicinarsi. Allora, io potei vedere la paura enorme ch’essa aveva di lui: pareva dovesse affrontare un brigante armato, e stava là, combattuta fra l’ubbidienza e la disubbidienza, senza poter decidere quale delle due la spaventasse di più. E mio padre con un passo la raggiunse e l’afferrò: essa tremava, con una espressione selvatica, quasi che lui l’avesse presa per malmenarla.

L’isola è il punto di una scelta, e a tale scelta finale, attraverso le varie prove necessarie, si prepara qui, nella sua isola, l’eroe ragazzo Arturo.