Twenty-eight-year-old Oryn Patterson isn’t like other people. Being an extremely shy, social introvert is only part of the problem. Oryn has dissociative identity disorder. He may look like a normal man on the outside, but spend five minutes with him, and his daily struggles begin to show.
Oryn shares his life and headspace with five distinctively different alters. Reed, a protective, very straight jock. Cohen, a flamboyantly gay nineteen-year-old who is a social butterfly. Cove, a self-destructive terror, whose past haunts him. Theo, an asexual man of little emotion, whose focus is on maintaining order. And Rain, a five-year-old child whose only concern is Batman.
Vaughn Sinclair is stuck in a rut. When his job doesn’t offer the same thrill it once did, he decides it’s time to mix-up his stagnant, boring routine. Little does he know, the man he meets during an impromptu decision to return to college is anything but ordinary.
Vaughn’s heart defies logic, and he finds himself falling in love with this strange new man. But how can you love someone who isn’t always themself? It may not be easy, but Vaughn is determined to try.


2019 RHC, Task 13: Un libro scritto da o che parla di qualcunə che si identifica come neurodiversə

Love Me Whole è il tipo di romanzo che puoi avere la fortuna di scoprire mentre cerchi titoli per coprire una strana tappa di una sfida letteraria: un’autrice poco conosciuta, una copertina che non mi avrebbe mai dato nell’occhio, un titolo che potrebbe suggerire le solite romanticherie… e invece la 2019 RHC mi ha spinto tra la pagine di questo libro e adesso sprizzo gioia da tutti i pori.

Sì, perché Love Me Whole parla di un ragazzo con il disturbo dissociativo dell’identità (DDI), che implica (cito Wikipedia, che cita il DSM), “la presenza di due o più identità o stati di personalità separate che a loro volta prendono il controllo del comportamento del soggetto, accompagnato da un’incapacità di evocare i ricordi personali”. Quindi Oryn condivide il proprio corpo con Cohen, Reed, Theo, Rain e Cove, che hanno tutti età diverse, gusti diversi, caratteri diversi, abilità diverse, orientamenti sessuali diversi. Sono in tutto e per tutto persone diverse.

Come se l’è cavata James con il DDI, che, personalmente, credo di non aver mai trovato prima in un romanzo? Direi bene. Innanzi tutto, non mi ha trasmesso l’idea di malattia, con quel retrogusto di paternalismo che troppo spesso accompagna il mondo della salute mentale. Anzi, senza fare spoiler, c’è proprio un momento nel romanzo dove si specifica che Vaughn non deve essere il salvatore di Oryn, ma semplicemente il suo partner.

Poi non nego di averlo trovato interessante perché non sapevo nulla del DDI: immagino che una persona più informata di me potrebbe trovare Love Me Whole didascalico, ma io mi sono bevuta tutte le informazioni con grande interesse. James spiega bene cosa possa significare vivere con il DDI, le difficoltà che si possono incontrare nel costruire una relazione, l’ostracismo di cui si può essere vittime, la difficoltà di avere una diagnosi corretta.

L’unico difetto che mi sento di segnalare è stata la massiccia presenza di salti temporali nell’ultimo quarto del romanzo. Sembra che James a un certo punto volesse arrivare in fretta a tirare le conclusioni della storia e alcune relazioni di Vaughn con alcuni altri di Oryn sono state sacrificate, come quella con Cove o Theo (che è asessuale e per ovvi motivi mi è dispiaciuto non vederlo di più). Per il resto, tenetelo d’occhio se vi va di saperne di più sul DDI.

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