Buon lunedì, prodi seguaci!🌬

Questo fine settimana mi sono sparata Manuale per ragazze rivoluzionarie di Giulia Blasi e vi dico già di regalarlo a chiunque pensiate possa aver bisogno di una buona introduzione al femminismo.

Eccovene un assaggio!

Il modo in cui vivo il femminismo è cambiato negli anni perché sono cambiata io ed è cambiata la mia prospettiva. Se da un lato sono rimasta quello che ero – una donna bianca, europea, eterosessuale, figlia di due persone appartenenti alla classe lavoratrice e a mia volta appartenente alla stessa classe sociale, in barba alle promesse di prosperità che mi erano state fatte dal mondo in relazione alla mia laurea – dall’altro la mia prospettiva e la prospettiva del femminismo tradizionale mi sembrano insufficienti. C’è troppa borghesia istruita, nel femminismo italiano, ed è anche quel punto di vista borghese che fa sì che alle donne che subiscono molestie venga detto: «Potevi andartene», che esclude l’esperienza delle donne appartenenti ai ceti più bassi, quella delle femministe musulmane e cattoliche, quella degli attivisti LGBTQIA e per i diritti civili e sindacali degli stranieri e dei migranti. Tutte queste prospettive convergono e intersecano quella femminista al punto che non è più possibile per me separarle: questo genere di femminismo si chiama “intersezionale” ed è quello che mi appartiene di più, perché non funziona a compartimenti stagni e ha lo sguardo aperto su tutte le categorie umane oppresse dalla società patriarcale. Inclusi gli uomini che cercano una liberazione a prezzo di grandi sforzi di autocoscienza e lavoro su se stessi, e che finora sono stati pressoché esclusi dalla conversazione.

Ragazze, non c’è più tempo da perdere: bisogna fare la rivoluzione!
Care lettrici (e cari lettori) di ogni età, questo appello appena lanciato da Giulia Blasi non è una boutade, ma un invito serio, formulato dopo anni passati a osservare come si muovono uomini e donne in Italia. Una società che oggi è tecnologica, in rapida evoluzione, ma purtroppo non ancora paritaria fra i sessi in termini di rispetto, opportunità, trattamento.
Certo non si può dire che nel Novecento non siano stati fatti enormi passi avanti per le donne, basti pensare al diritto di voto o alle grandi battaglie per il divorzio e l’aborto. Ma dagli anni ’80 in poi il femminismo si è come addormentato, mentre il successo nel lavoro (e in politica, nell’arte) ha continuato a essere per lo più riservato ai maschi e in tv apparivano ballerine svestite e senza voce. Per non dir di peggio: la violenza sulle donne non si è mai fermata e chi denuncia le molestie tuttora corre rischi e prova vergogna.
Ecco perché oggi è giunto il momento che le ragazze di ogni età raccolgano il testimone delle loro nonne e bisnonne per proporre un cambiamento epocale, per fare una rivoluzione che ci porti tutti – maschi e femmine – a un mondo in cui ciascuno abbia le stesse occasioni per affermarsi secondo i propri talenti e non si senta più obbligato a aderire ai modelli patriarcali – cacciatori & dominatori vs angeli del focolare & muti oggetti di desiderio sessuale – che, spesso in forme subdole, continuano a esserci proposti.
Sembra impossibile? Non lo è! In questo saggio profondo ed elettrizzante Giulia Blasi analizza con spietata lucidità le situazioni che le donne oggi quotidianamente vivono e offre, in una seconda parte pratica del libro, consigli concreti per mettere in atto un femminismo pieno di ottimismo e spirito di collaborazione (evviva la sorellanza!) che possa rendere tutti più sereni, rispettosi, appagati e felici. Anche gli uomini.

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