Buon martedì, prodi seguaci!🎄

Lo scorso mercoledì sono andata a vedere Bohemian Rhapsody, il film, come ormai sanno anche i muri, su Freddy Mercury e i Queen. Ci sono andata piena di dubbi, incertezze, titubanze, perché ne avevo letto che non era entusiasmante, niente di che e i Queen si meritano qualcosa di epico e non un misero Si poteva fare meglio.

Ho iniziato a capire che qualcosa di epico stava effettivamente accadendo quando, di mercoledì sera lo sottolineo, nel mio piccolo cinema di provincia c’era la fila fino a fuori. Ho fatto venti minuti buoni di fila per un film che non è Animali Fantastici o l’ultimo nato di casa Marvel e la gente attorno a me era stranita come lo ero io: ma che davvero? La sala era piena, alcune persone sono rimaste fuori e ho pensato: wow, Freddy, guarda quanto cavolo ti amiamo e quanto ci manchi…

Poi c’era gente di ogni età, adolescenti, giovani, persone attempate: tuttə sedutə lì in attesa dell’arrivo del ricordo di Freddy Mercury. Finalmente le luci si sono abbassate e il film è iniziato.

Ed è stato magico.

Chi se ne frega delle inesattezze biografiche, quello sullo schermo era il nostro Freddy Mercury, quello che con i Queen ci fa cantare a squarciagola, ci emoziona, ci fa scatenare e ci diverte ancora oggi.

Infatti, in sala la gente cantava, batteva le mani e i piedi (eh, eh, eh, We will rock you!): di solito mi scoccia che non si stia in silenzio al cinema, ma Bohemian Rhapsody è stato il concerto dei Queen per tuttə coloro che non hanno potuto vederli esibirsi dal vivo. E quindi m’è sembrato normale che le persone si comportassero più come se fossero a un concerto che al cinema.

Quando sono uscita, avevo l’adrenalina a palla, sarei rientrata dentro a rivedermelo di nuovo… cercate di andare a vederlo al cinema, merita troppo… So che non ho detto nulla del film in sé, ma andateci lo stesso.

Per i Queen. E per Freddy Mercury, lover of life, singer of songs.


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