Buon lunedì, prodi seguaci!🎄

Avete fatto l’albero e allestito tutti gli addobbi questo fine settimana? Io no, mi riduco sempre all’ultimo e nel frattempo ammiro quelli degli altri!😅

Però ho letto i primi racconti de La boutique del mistero di Dino Buzzati e sono già piena di meraviglia… se proseguo di questo passo finirò per rileggere Il deserto dei Tartari! (Cioè, sarebbe proprio un sacrificio, eh!)

Il Gron disse questo e gli altri guardarono, compresa la consorte che sedeva nell’angolo con grande dignità, accudendo al ricamo. E dal bordo inferiore del cupo tendaggio videro avanzare lentamente, strisciando sul pavimento, una informe cosa nera.

«Stefano, Stefano, per l’amor di Dio, perché fai quella voce?» esclamava la signora Gron levatasi in piedi e già in cammino verso la tenda: «Non vedi che è acqua?». Dei quattro che stavano giocando nessuno si era ancora alzato. Era acqua infatti. Da qualche frattura o spiraglio essa si era finalmente insinuata nella villa, come serpente era andata strisciando qua e là per gli anditi prima di affacciarsi nella sala, dove figurava di colore nero a causa della penombra. Una cosa da ridere, astrazion fatta per l’aperto oltraggio. Ma dietro quella povera lingua d’acqua, scolo di lavandino, non c’era altro? È proprio certo che sia tutto qui l’inconveniente? Non sussurrìo di rigagnoli giù per i muri, non paludi tra gli alti scaffali della biblioteca, non stillicidio di flaccide gocce dalla vòlta del salone vicino (percotenti il grande piatto d’argento donato dal Principe per le nozze, molti molti anni or sono)?

La boutique del mistero è una raccolta di trentuno racconti pubblicati in diversi volumi e ordinati dallo stesso autore “nella speranza di far conoscere il meglio di quanto ho scritto”. Il racconto di Buzzati è un momento di indagine profonda, un’esplorazione emozionante in un’atmosfera magica. Poche volte, nella letteratura italiana, uno scrittore ha indagato così a fondo il mistero che circonda l’uomo contemporaneo, le debolezze e i paradossi che lo caratterizzano, la sua solitudine, le sue esperienze. In quest’ottica, La boutique del mistero (con i suoi più famosi racconti: Il colombre, I sette messageri, Sette piani, Il mantello) offre al lettore la possibilità di sperimentare la finezza di stile di cui uno dei più grandi autori italiani del Novecento, nelle cui pagine coesistono allegorie inquietanti, spunti surreali, invenzioni fantastiche e dati di cronaca, o presunti tali, che sembrano rimandare a possibili realtà metafisiche.

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