Buon lunedì, prodi seguaci!🎄

Siamo entratə nell’ultimo mese dell’anno, Spotify ha iniziato a sparare in homepage tutte le sue playlist natalizie e le prime lucine si sono accese nelle strade e nei balconi. E io mi sono data alle letture natalizie? Manco per niente, sto leggendo Debito: i primi 5000 anni di David Graeber (ma con in sottofondo le Christmas Hits😂). E adesso, se il gatto smette di passeggiare su e giù per la scrivania impedendomi di bloggare in santa pace, ve ne lascio un assaggio…🐈

In realtà, tutte le versioni comunemente circolanti sulla storia monetaria «girano» all’incontrario. Noi non abbiamo cominciato col baratto, per poi scoprire la moneta e alla fine sviluppare un sistema di credito. È successo proprio l’opposto. Il cosiddetto «denaro virtuale» è venuto prima. Le monete sono arrivate molto dopo e il loro uso si è diffuso in maniera disomogenea, senza mai riuscire a sostituire completamente il sistema di credito. Al contrario, il baratto sembra essere un sottoprodotto fortuito dell’uso della moneta: storicamente ha rappresentato l’ultima risorsa per chi, abituato a usare il denaro nelle proprie transazioni, si è trovato per una ragione o per un’altra senza liquidità.

In uno stile colloquiale e diretto, attraverso l’indagine storica, antropologica, filosofica, teologica, Graeber ribalta la versione tradizionale sulle origini dei mercati. Mostra come l’istituzione del debito sia anteriore alla moneta e come da sempre sia oggetto di aspri conflitti sociali: in Mesopotamia i sovrani dovevano periodicamente rimediare con giubilei alla riduzione in schiavitù per debiti di ampie fasce della popolazione, pena la deflagrazione di tutta la società. Da allora, la nozione di debito si è estesa alla religione come cifra delle relazioni morali (“rimetti a noi i nostri debiti”) e domina i rapporti umani, definendo libertà e asservimento. Mercati e moneta non sorgono automaticamente dal baratto, come sostengono gli economisti fin dai tempi di Adam Smith, ma vengono creati dagli stati, che tassano i sudditi per finanziare le guerre e pagare i soldati. Gli ultimi 5000 anni di storia hanno visto l’alternarsi di fasi di moneta aurea e moneta creditizia, fino al definitivo abbandono dell’oro come base del sistema monetario internazionale nel 1971. Graeber esplora infine la crisi attuale, nata dall’abuso di creazione di strumenti finanziari da parte delle grandi banche deregolamentate, e sostiene la superiorità morale di cittadini e stati indebitati rispetto a creditori corrotti e senza scrupoli che vogliono ridurre libertà e democrazia alla misura dello spread sui titoli pubblici.