Buon mercoledì, prodi seguaci!

Siamo nella Trans Week e quindi mi pareva il caso di parlarvi di un buon documentario per approfondire la vostra conoscenza della comunità. Il documentario è The death and life of Marsha P. Johnson di David France, che, a dispetto del titolo in inglese, trovate in italiano su Netflix.

Marsha P. Johnson è un’icona del movimento LGBTQIA+: è stata una delle presenze più rilevanti dei moti di Stonewall e fondatrice dello STAR (Street Transvestite Action Revolutionaries), insieme a Sylvia Rivera, con la quale era molto amica.

Durante il documentario, la vedrete sempre sorridente e battagliera, sempre orgogliosa e generosa, sempre a testa alta e in prima fila: non si esita a definirla la Rosa Parks del movimento LGBTQIA+.

Purtroppo, nel 1992, fu ritrovata morta nell’Hudson: nonostante numerose testimonianze mettessero in dubbio una tale conclusione, la polizia derubricò l’accaduto a suicidio e non indagò sulle circostanze della sua morte. Alcune vite valgono meno di altre…

The death and life of Marsha P. Johnson ci mostra l’attivista trans Victoria Cruz che cerca nuovi elementi per ricostruire cosa accadde davvero a Marsha, trovando un muro di silenzio nei poliziotti che allora si occuparono del caso e inquietanti riferimenti alla mafia.

Fonte

L’ho trovato un documentario molto bello e molto toccante, per varie ragioni.

Innanzi tutto, è spaventoso il modo in cui sono state trattate queste persone in passato. Stiamo parlando di una vera e propria caccia alle persone trans, che subivano violenze e venivano uccise a decine, nell’indifferenza generale. Sarebbe bello poter dire di star parlando di un passato incivile e violento, ma questo tipo di violenza continua ancora oggi e chi avrebbe il potere di denunciarla spesso è violentə a sua volta.

Mi ha fatto un po’ male l’accusa alla comunità gay, fatta soprattutto da Sylvia Rivera, per aver lasciato sola la comunità trans, grazie alla quale la miccia che ha dato il via alle moderne lotte per i diritti LGBTQIA+ è stata accesa. A volte anche noi, che sappiamo cosa vuol dire vivere una vita da diversə, non siamo abbastanza solidali tra di noi e non ci ascoltiamo abbastanza.

«Perché sei qui oggi?»

«Tesoro, voglio i diritti per i gay. È ora che i gay vedano riconosciuti i propri diritti. Soprattutto le donne».

«Questo come condizione il tuo lavoro?»

«Tesoro, io non ho un lavoro. Campo con il sussidio. Non intendo trovare un lavoro finché questo Paese discriminerà gli omosessuali»,

Marsha P. Johnson

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