Buon venerdì, prodi seguaci!🌧

Novembre è arrivato e io ho ancora in lettura i libri delle task scelte per ottobre… male, molto male!😅 Diciamo che sono ancora in adorazione davanti a Poema a fumetti di Dino Buzzati e procedo con la lettura di Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez, che scorre bene (non me l’aspettavo), ma ha pur sempre oltre cinquecento pagine. Poi ci sarebbe ancora il povero Debito. I primi 5000 anni di David Graeber che aspetta di essere letto da luglio, ma non ti preoccupare: verrà anche il tuo momento!😜

Insomma, sono pronta per scegliere i libri di novembre!🤣🤣🤣

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Si parte con la task 12, che stabilisce di leggere il memoir di una celebrità. Qui davvero non avevo idea di dove andare a parare, finché un giro nel catalogo della biblioteca non mi ha rivelato che avevano acquistato Lucky di Alice Sebold. Non ho ancora letto nulla di quest’autrice (che moltə hanno amato per Amabili resti), ma non ho resistito alla tentazione di Lucky, che è stata la parola che Sebold si è sentita rivolgere perché era stata suo malgrado la vittima giusta di uno stupro.

Suppongo, non ci sia molto altro da aggiungere, no?

«Sei fortunata» si sentì dire Alice dal poliziotto che raccolse la deposizione dopo lo stupro da lei subìto quando aveva 19 anni. «Una ragazza fu stuprata e smembrata in quel luogo tempo fa». Il senso di questa controversa fortuna è il tema sul quale l’autrice torna sistematicamente nel corso del suo libro che è a un tempo drammatica testimonianza, lucida e spregiudicata indagine sulla violenza e le sue conseguenze e sconcertante ritratto autobiografico, denso di candore e acutezza psicologica, anticonformista e ironico, pieno di dolore e legittima ribellione. Alice, condannata dalla violenza alla solitudine e alla discriminazione, costretta a vivere in un mondo che ha solo due colori, ciò che è sicuro e ciò che non lo è, “rovinata” agli occhi di familiari, amici e fidanzati, riuscirà con coraggio a superare prove durissime per vivere in un mondo dove orrore e amore convivono. Lucky è anche un resoconto illuminante sulla tortuosa e insolita genesi di un talento letterario tra i più innovativi della scena letteraria internazionale.

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La task 14, invece, prevede di leggere un libro che ti era stato assegnato e che hai odiato o mai finito e confesso che questa è toccata a Il libro dell’inquietudine di Fernando Pessoa. Ebbene sì, lo presi quando mi fu suggerito, anni e anni fa, ma, dopo aver letto le prime dieci pagine, lo mollai presa dalla noia assoluta. Immagino non sia il tipo di libro che si legge spintə unicamente da un’indicazione…

Il libro dell’inquietudine di Fernando Pessoa – le centinaia di riflessioni del più celebre eteronimo dell’autore, Bernardo Soares, raccolte in maniera disordinata e “aperta”, in una sorta di “zibaldone” – viene qui pubblicato per la prima volta in una versione inedita, curata dal lusitanista accademico Piero Ceccucci. Tragico, ironico, profondo e irrequieto, Soares riflette sulla vita, sulla morte e sull’anima, ma anche sulle sue memorie più intime e sullo scorrere del tempo, sui colori e le emozioni che egli osserva intorno a sé e dentro di sé. Figura tragica e imprescindibile del nostro Novecento, scrive del proprio dolore con onestà e con una forza comunicativa che, nonostante l’incredibile delicatezza, riesce a tratti violenta e struggente. Soares il fragile, l’acuto, il silenzioso, che abita la vita nei suoi toni più grigi, la osserva, la comprende, la subisce, eppure l’ama come un vizio, come una droga, come una passione a cui non ci si può sottrarre, alla ricerca di un equilibrio perduto che, suo malgrado, non troverà. Un capolavoro della letteratura mondiale.

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Fatemi sapere cosa ne pensate delle mie scelte, se già avete letto questi libri o se vi ispirano! (E perdonatemi per Pessoa!)

Buon fine settimana!🌰