Buon Halloween, prodi seguaci!🎃

Per festeggiare la giornata volevo scrivervi di un anime horror che ho visto lo scorso fine settimana, Angels of Death. Ha solo sedici episodi, quindi si presta bene al binge watching di Halloween se non avete idea di cosa fare e il maltempo vi suggerisce di rimanere a casa al calduccio…

Di cosa parla Angels of Death? Una ragazzina di tredici anni, Rachel, si risveglia nel seminterrato di un edificio abbandonato: non sa come ci sia finita, ma inizia a cercare l’uscita. Purtroppo, si imbatte in un tipo poco raccomandabile – Zach – con una risata da folle e un’enorme falce che tenta di ucciderla.

Se tutto vi ricorda un videogioco omonimo, avete visto giusto, perché l’anime è la trasposizione di un manga ispirato proprio al celebre gioco sviluppato da sviluppato da Hoshikuzu KRNKRN. Infatti, la struttura narrativa di Angels of Death ricorda molto un videogioco: ci sono momenti dove i personaggi tornano indietro per recuperare oggetti e il loro stesso scopo – risalire i piani del seminterrato fino alla superficie superando degli ostacoli – richiama molto il passaggio da un livello all’altro. È fastidioso? In alcuni momenti, sì, ma ho trovato l’anime così intrigante da non avergli dato troppo peso alla fine.

Onestamente, non so ancora se mi è piaciuto o meno: di sicuro mi ha indotto ha riflettere su diverse questioni (non da ultimo il messaggio finale dell’anime) e questa è sempre una buona cosa.

Mi ha fatto pensare molto alle malattie mentali e a quanto siamo impreparatə a farvi fronte, non solo dal punto di vista delle terapie, ma anche nell’interagire con queste persone, tanto che è molto facile relegarle da qualche parte in modo da non vederle neanche. Il secondo spunto di riflessione è stato come possiamo costruire un mondo dove le condizioni di disagio sono sempre più ridotte ai minimi termini? Angels of Death è piuttosto brutale nel mostrare le conseguenze della violenza e dei maltrattamenti domestici…

Altro tema importante è quello della morte, che viene vista da sotto diverse luci in base al personaggio. Tutti loro, infatti, hanno un’idea della morte diversa e, anche se inquietante e spesso inaccettabile, chi guarda è costrettə a fare i conti con questi punti di vista. Molto bello.

Mi è piaciuto anche il modo in cui è stata gestita l’esistenza di Dio e della salvezza. Su questo punto non vi dico più di tanto per evitare spoiler, ma ho trovato il messaggio finale molto forte.

Se per Halloween vi va qualcosa di inquietante ma non troppo spaventoso, con relazioni disfunzionali e gente conturbante, buttate un occhio su Angels of Death…💀

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