Buon lunedì, prodi seguaci!🖤💜

È il secondo giorno dell’Asexual Awareness Week e oggi vi scrivo nello specifico del perché è così difficile parlare di asessualità in generale. È un tema che ho toccato anche ieri nell’introdurre la guida a come capire di essere asessuali, ma vale la pena scriverne in un articolo a parte.

L’asessualità è un termine ombrello

Si fa presto a dire asessualità! Bisogna sempre ricordarsi che stiamo usando un termine ombrello che comprende declinazioni molto diverse le une dalle altre. La definizione base dell’asessualità fa riferimento alla mancanza di attrazione sessuale, ma poi ci sono identità che ne provano, ma in condizioni particolari, come la demisessualità, oppure che non sanno distinguere tra i vari tipi di attrazione, come la quoisessualità.

Includere l’intero spettro asessuale quando si parla di asessualità può essere complicato e spesso si finisce per non essere del tutto efficaci: per questo è importante sentire più campane.

Il sesso è un comportamento

Il rapporto tra asessualità e sesso è estremamente vario. Dire, come spesso accade da parte di chi sembra scrivere senza cognizione di causa, che le persone asessuali sono quelle che non fanno sesso è molto limitante e spesso anche incorretto.

Come ho scritto altre volte, il sesso è un comportamento e farne o non farne non definisce l’orientamento sessuale di nessuno: come una ragazza omosessuale non diventa eterosessuale facendo sesso con un ragazzo, così una persona asessuale non diventa allosessuale dopo un rapporto.

Essendo un comportamento, quindi, esso non si manifesta in modo sempre uguale all’interno della comunità asessuale: c’è che ne fa, chi non ne fa, chi pratica BDSM, chi ne prova repulsione, chi ne è indifferente, chi pratica solo l’autoerotismo, e via dicendo.

Pertanto quando si parla di asessualità bisogna tenere conto di questa enorme varietà per includere più persone possibile.

Le etichette sono utili ma rischiano di appiattire le singole esperienze

Quando parlo di asessualità e se il discorso lo richiede, cerco sempre di citare alcune identità dello spettro, richiamandone magari la definizione. Ecco, questo è utile per esemplificare come l’asessualità non sia un monolite e come essa comprenda molte sfumature diverse, ma ripetere sempre e solo la definizione può far sparire le singole esperienze delle persone.

Anche per questo è importante leggere altri punti di vista: ci si costruisce un disegno più preciso di come poi quelle definizioni si declinano nella quotidianità e nella eventuale costruzione di relazioni.

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