Alla fine degli anni ’50, mentre migliaia di contadini indiani vengono cacciati dalle loro terre da nugoli di insetti assassini, tre entomologi newyorkesi inventano un insetticida miracoloso. La Union Carbide, la multinazionale che lo produce, decide di impiantare una grande fabbrica nel cuore dell’India, nella splendida Bhopal. I lavori hanno inizio negli anni ’60 e terminano nel 1980, quando la fabbrica gioiello viene finalmente inaugurata. Ma il sogno ha vita breve: il 2 dicembre 1984 la fabbrica esplode causando la morte di migliaia di persone e compromettendo gravemente la salute di molte altre, a causa delle emissioni di gas nocivi.


2018 RHC, Task 5: Un libro ambiento o che parla di uno dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica)

Mezzanotte e cinque a Bhopal parte da lontano, spiegandoci quanto sia stata devastante l’azione degli insetti nell’agricoltura, soprattutto nelle zone più povere del mondo, e quanto sia stata rivoluzionaria la scoperta degli insetticidi, che permettono di salvare molto più raccolto.

Sembrava tutto fantastico: si era addirittura avuto l’idea di portare uno stabilimento della Union Carbide Corporation in India, a Bhopal, per produrre direttamente in loco l’insetticida che avrebbe salvato i raccolti di migliaia di contadini.

Purtroppo, la voglia di profitto, la sciatteria e la superficialità dell’essere umano ci hanno messo lo zampino e il sogno è bruscamente finito con la morte di migliaia di persone e l’avvelenamento dell’ambiente, che ha causato malformazioni, malattie e altre morti. Infatti, per fabbricare il Sevin, l’insetticida in questione, è necessario l’isocianato di metile, uno dei gas più pericolosi usati nell’industria chimica: nella loro tracotanza, nessuno dei dirigenti della Carbide e dei politici locali aveva pensato ai pericoli che correvano le zone abitate limitrofe e a prendere provvedimenti per scongiurarli.

Quando si perde di vista l’essere umano come beneficiario ultimo di tutto quello che facciamo, le storie non hanno mai un lieto fine. Dominique Lapierre e Javier Moro raccontano puntualmente come si è arrivati al disastro e quanto tremendo fu l’arrivo della nube di gas in piena notte e in mezzo a diversi festeggiamenti che avevano radunato molte persone (se siete sensibili a queste narrazioni, vi consiglio di fate attenzione perché il resoconto è molto crudo).

Dopo l’incidente, è iniziato il rimpallo di responsabilità che ha fatto sì che ancora oggi l’area non sia stata ancora bonificata e le conseguenze della contaminazione siano arrivate fino a oggi.

Per maggiori informazioni e per fare qualcosa di concreto se vi va, vi lascio il sito di The Bhopal Medical Appeal.

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