Se vuoi essere davvero libero, devi prima conoscere la verità.
Quando una coppia di agenti in divisa bussa alla sua porta, Manuel, scrittore di successo impegnato nella stesura del prossimo bestseller, intuisce all’istante che qualcosa di grave deve essere accaduto ad Álvaro, l’uomo che ama e al quale è sposato da anni. E infatti il corpo senza vita del marito è stato ritrovato al volante della sua auto, inspiegabilmente uscita di strada tra le vigne e i paesaggi scoscesi della Galizia, a chilometri di distanza dal luogo in cui Álvaro avrebbe dovuto trovarsi al momento dell’incidente. Sconvolto, Manuel parte per identificare la salma ma, giunto a destinazione, si ritrova presto invischiato in un intrico di menzogne, segreti e omissioni che ruota attorno alla ricca e arrogante famiglia d’origine del marito. Con l’aiuto di Nogueira, poliziotto in pensione dal carattere ruvido, e di Padre Lucas, il prete locale amico d’infanzia di Álvaro, Manuel indaga sulle molte ombre nel passato dei Muñiz de Dávila e sulla vita segreta dell’uomo che si era illuso di conoscere quanto se stesso… Tutto questo ti darò è un thriller psicologico dalla sensibilità finissima, capace di indagare con la stessa lucidità le dinamiche del cuore e quelle – troppo spesso malate – della società.


Fin dai primi capitoli, mi è stato chiaro che Tutto questo ti darò non sarebbe stata una lettura memorabile: ma è estate, fa caldo e un giallo poco impegnativo ci sta proprio bene. Peccato che da lettura d’evasione è passato ad essere noioso e pure fastidioso in alcuni punti.

Innanzi tutto ha una prosa molto melodrammatica, che invece di trasmettere tutto il dolore e il senso di tradimento provato dal protagonista dopo la morte di suo marito, fa venire il latte alle ginocchia. Sembra tutto troppo: troppo dolore, troppa sfiga, troppa tracotanza, troppo patetismo. Se a questo uniamo il fatto che questo romanzo ha decisamente troppe pagine, l’abbiocco è assicurato.

Continuo a domandarmi perché chi scrive di ostini a rimandare una rivelazione quando ormai essa è chiara nella mente di chi legge. In Tutto questo ti darò si capisce abbastanza presto chi è l’assassino e l’interesse viene mantenuto vivo dai segreti che quest’antica famiglia nobile nasconde per evitare lo scandalo: eppure, dopo che tutte le rivelazioni sono state fatte, si tira ancora per le lunghe, ricorrendo a una suspense che è morta diverse pagine prima.

E veniamo a un’altra questione: la verosimiglianza. Il comportamento di questa famiglia mi è sembrato ai limiti dell’assurdo, per quanto simili mentalità possano ancora esistere, e ci sono diversi passi incoerenti. Per esempio, Manuel non esita mai a incazzarsi se qualcuno è omofobo con lui: tuttavia, quando Lucas se ne esce con una collezione di stereotipi, non batte ciglio.

Infine, sarebbe davvero bello smettere di fare comportarsi come bambini dell’asilo non appena qualcuno nomina il Viagra e di associare la mascolinità alle prestazioni sessuali. Soprattutto se siamo totalmente fuori contesto.

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