Da ventiquattro anni Carter Stevenson convive con i tic e la balbuzie che lo hanno portato a sviluppare una timidezza cronica. Nonostante gli amici lo accusino di lasciare che la Sindrome di Tourette, dalla quale è affetto, governi la sua vita, Carter decide di lasciare la caotica Los Angeles per trasferirsi in una tranquilla cittadina californiana. Il suo proposito di passare inosservato e nascondersi, però, si scontra con l’esuberanza del nuovo vicino di casa, che irrompe nella sua vita solitaria e lo costringe a uscire e vivere.
Ethan mette in chiaro sin dall’inizio quello che prova per Carter, ma teme che il giovane non riesca a vedere oltre la sua lesione cerebrale, anche se è proprio questa a renderlo molto più in sintonia con le sue emozioni di quanto lo sia la maggior parte della gente. Per Carter invece il problema è un altro: troppe volte ormai è rimasto scottato da quelle che credeva anime gemelle, e non ha intenzione di mettere di nuovo a rischio il proprio cuore.
In un modo o nell’altro, Ethan è comunque deciso a dimostrargli che sono fatti per stare insieme. Fino a quando una cosa spaventosa non gli sconvolge la vita, costringendolo a cercare in Carter forza e sostegno. Riuscirà Carter a superare le proprie paure e ad aiutarlo quando più avrà bisogno di lui?


Visti i temi che tratta (e che sono il motivo per il quale ho comprato e letto questo romanzo), mi dispiace molto non scrivere una recensione entusiasta di Ethan che amava Carter, soprattutto per l’importanza che queste storie hanno per chi non si vede mai, o solo raramente, rappresentatə.

Infatti, entrambi i protagonisti sono neurodiversi: Carter ha la sindrome di Tourette, mentre Ethan ha subito una lesione cerebrale traumatica in seguito a un incidente. Non ho niente di cui lamentarmi del modo in cui sono rappresentate queste due neurodiversità: l’autrice stessa ha la sindrome di Tourette e mi è sembrato che si fosse ben documentata anche per le lesioni cerebrali traumatiche.

Ho molto da lamentarmi, invece, del modo in cui Loveless ha sviluppato il rapporto tra Ethan e Carter. O forse sarebbe meglio scrivessi come non lo ha sviluppato, considerando che rimane invariato dall’inizio alla fine del romanzo. Infatti, dalla prima volta che si incontrano fino all’ultima pagina, Ethan e Carter rimangono invariati e così la loro relazione, che tra l’altro sembra nascere dal nulla. Inoltre, nonostante il romanzo copra una linea temporale abbastanza lunga, si ha la sensazione che tutto accada nell’arco di pochi giorni e che siano del tutto insufficienti per costruire un rapporto profondo.

Infine, mi lamenterò del fatto che Ethan che amava Carter è troppo romantico per i miei gusti aromantici: ovviamente, questa è una mia personale sensibilità, ma, se la condividete con me, sappiate che in questo romanzo scorrono fiumi di miele…

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