«Le storie d’amore contraddistinte da ossessione sessuale sono un mio interesse professionale ormai da molti anni». Inghilterra, 1959. Dall’interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre, con apparente distacco, il caso clinico più perturbante che abbia incontrato nella sua carriera – la passione letale fra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra dell’ospedale, e Edgar Stark, un artista detenuto per un uxoricidio particolarmente efferato. È una vicenda cupa e tormentosa, che fin dalle prime righe esercita su di noi una malìa talmente forte da risultare quasi incomprensibile – finché lentamente non ne emergono le ragioni nascoste. Il fatto è che in questo straordinario romanzo neogotico McGrath ci scalza dalla posizione abituale, e confortevole, di lettori, chiedendoci di adottare il punto di vista molto più scabroso di chi conduce una forma singolarmente perversa di indagine: il lavoro analitico. Eppure qualcosa, forse una tensione che a poco a poco diventa insopportabile, ci avverte che i conti non tornano, e che l’inevitabile, scandalosa e beffarda verità sarà molto diversa da quella che eravamo stati costretti a immaginare.


Follia, che è stato la lettura di maggio per LiberTiAmo, è uno strano romanzo: mentre lo leggi, sembra di avere tra le mani una robetta senza nerbo, una specie di romanzo rosa (ma in versione manicomio) che di certo non ti aspetteresti mai veder pubblicato da Adelphi. Tuttavia non puoi fare a meno di interrogarti sulle motivazioni che spingono tutti i personaggi a comportarsi in un certo modo.

L’idea che mi sono fatta alla fine è che McGrath abbia scritto un romanzo che sembra semplice, ma in realtà avrebbe bisogno di unə psichiatra per essere decodificato. Ovviamente nel mio piccolo mi sono fatta una mia idea di quali siano le dinamiche che portano avanti questa storia così disturbante e ve le linko dalla discussione del gruppo perché ci sono spoiler a pioggia.

Qui vi dirò che Follia, se non fosse per il contesto di malattia mentale entro il quale si sviluppa, potrebbe essere una di quelle grandi storie d’amore romantico che fanno sognare a occhi aperti un sacco di gente: abbiamo un matrimonio (e delle vite) privo di slanci, una suocera preoccupata per la carriera del figlio, una passione proibita, un artista maledetto e una bella donna, un figlio sacrificato sull’altare del Grande Amore…

Quanta parte dell’amore romantico è follia malsana? Siamo ormai così abituatə a un certo tipo di retorica che è difficile vederne il marcio… Penso che Follia sia così perturbante proprio perché è follemente normale e il personaggio che più smaschera la follia della normalità è Stella, che si è rotta le scatole di fare la recita e fa saltare il banco, facendo emergere l’insanità di tutti gli altri e anche la loro piccolezza.

Se leggerete questo romanzo, mettete in conto di dover leggere tra le righe per cercare di arrivare alla versione corretta e sappiate che, oltre a richiedere qualche rudimento di psichiatria, potrebbe essere necessaria anche una buona capacità di discernere le balle dalla verità, visto che non tuttə qui stanno dicendo il vero…

4 stars smaller

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