Buon mercoledì, prodi seguaci!

Oggi vi scrivo della seconda stagione di 13 Reasons Why, che in Italia è arrivata sotto il nome di Tredici, ma io per qualche motivo trovo la traduzione strana (sembra di avere a che fare con uno spin off di Stranger Things, dove una delle protagoniste si chiama Undici!😂).

13 Reasons Why, per chi non lo sapesse, parla dei motivi che hanno spinto una ragazza, Hannah Baker, a suicidarsi: questa registra tredici audiocassette con i motivi del suo gesto e fa in modo che siano ascoltate da chi ritiene responsabile. Se nella prima stagione ascoltiamo le audiocassette insieme a Clay, che era innamorato di Hannah, nella seconda vediamo il processo alla scuola, accusata dai genitori della ragazza di non aver prestato attenzione al disagio della figlia e di non fare abbastanza per arginare i fenomeni di bullismo.

Allora, secondo me, questa seconda stagione voleva dimostrare due cose, al di là delle molte tematiche che contiene: una vittima non smette di meritare il nostro supporto anche se ha agito o agisce in modi che non condividiamo e l’incapacità delle persone adulte di capire quelle adolescenti. Vi annuncio subito che hanno fatto fiasco in entrambi i casi.

Va bene mostrare vittime non santificate (anzi, ben vengano), ma va meno bene non portare chi guarda a empatizzare con loro. Penso che il messaggio di supportare le vittime sempre e comunque possa essere raccolto solo da chi si interessa alla questione e ha familiarità con certe dinamiche, mentre chiunque altrə sarà portatə a pensare roba come “eh, ma allora se l’è cercata”, che è l’antitesi dello scopo di 13 Reasons Why.

Infatti, nella stagione, sono frequenti parole e/o azioni che sono ingiuste nei confronti di chi ha subito uno stupro: in alcune occasioni vengono smontate, ma in molte altre vengono lasciate lì a insinuare dubbi dove non dovrebbero essercene, oppure l’obiezione è molto blanda e assolutamente inadeguata a far fronte alle affermazioni/azioni problematiche riportare sullo schermo.

Sul fronte dell’incapacità delle persone adulte di capire quelle adolescenti, oltre all’incapacità di genitori e scuola di arrivare al disagio di questə ragazzə, abbiamo il tema delle armi facili, del sistema carcerario inefficiente, dell’abbandono, delle droghe: tutti ambiti nei quali le regole create daglə adultə non brillano per efficacia.

La risposta di 13 Reasons Why è rendere tonta la gente adulta e quasi supereroica quella adolescente. Credo che non smetterò mai di trovare ridicola l’idea che ə ragazzinə possano far entrare nella loro cameretta chiunque senza che i genitori si accorgano di nulla. C’è un modo per sottolineare cosa non vada nel sistema creato daglə adultə senza che nessunə adolescente abbia potuto metterci bocca senza ridicolizzare ə primə e mitizzare glə altrə?

Senza fare spoiler, direi che la scena finale della seconda stagione riassume perfettamente quest’idea: Clay diventa praticamente un supereroe e il tutto più che risultare drammatico sfocia nel ridicolo.

Altri pensieri sparsi:

  • È possibile che non ricordi bene la prima stagione, ma ho avuto l’impressione che i personaggi abbiano subito un cambio di personalità…
  • Il fantasma di Hannah, o proiezioni mentale di Clay, è stata una roba strana: capisco che sia un espediente cinematografico per mostrare cosa accada nella mente di Clay (e sono stati attenti a non farle dire niente che lui non sapesse), ma forse hanno un po’ esagerato…
  • La presenza di Skye: appena la vediamo, sappiamo dove si andrà a parare. AAA originalità cercasi…
  • La prima stagione era stata accusata di romanticizzare il suicidio: nella seconda ci hanno messo una pezza e più volte si ripete, in diversi modi, come uccidersi non sia la soluzione. Ho apprezzato.
  • In questa stagione apprendiamo nuovi elementi della vita di Hannah, che non erano stati inseriti nelle cassette: alla fine, hanno fatto un gran casino e avrei delle serie difficoltà se mi chiedessero di ricostruire la linea temporale degli eventi.
  • Nell’ultima puntata salta fuori un discorso religioso completamente fuori contesto, visto che fino a lì nessunə si era preoccupato di dove fosse finita l’anima di Hannah (o se solo esista). Inoltre, la questione viene affrontata in modo molto impacciato e semplicistico… insomma, una roba inguardabile.
  • Infine la ormai famosa scena di Tyler, sempre nell’ultima puntata. Io non sono una persona particolarmente impressionabile, ma posso assicurarvi che sono rimasta pietrificata sulla sedia: è una scena di una violenza estrema, molto più estrema dello stupro che si vede nella prima stagione. Ora, la domanda è: era necessaria una scena così cruda? Nì, nel senso che è una scena che ha senso, ma per come è costruita mi è sembrata pendere verso una crudeltà gratuita che non mi è piaciuta…

E voi che mi dite? L’avete vista o avete intenzione di vederla? Fatemi sapere nei commenti!

A presto!💜💜💜

[Fonte Immagini]
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