Buon mese del Pride, prodi seguaci!🌈

Anche se abbiamo un nuovo governo e la mia opinione al riguardo è stata ben espressa concisamente dal vicedirettore de Il Post ieri (a parte il riferimento a Dio, ma va be’…):

Sperare è bene, resistere per mantenere almeno i diritti conquistati è meglio…✊🏻✊🏼✊🏽✊🏾✊🏿

*Respirone*

Torniamo a parlare di libri e dei miei progressi nella 2018 Read Harder Challenge: a maggio mi sono rimessa in pari (la recensione de La parabola del seminatore uscirà la prossima settimana) e per giugno sono pronta a coprire le task 1 e 2.

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La task 1 prevede di leggere un libro pubblicato postumo e la scelta è ricaduta su Maurice di E.M. Forster (è il mese del Pride, gente!🌈), che fu pubblicato nel 1971, un annetto dopo la morte dell’autore.

Si tratta di un classico della letteratura omosessuale che non penso abbia bisogno di molte presentazioni: di Forster ho già letto Camera con vista e ne ho un ricordo meraviglioso, quindi mi aspetto grandi cose anche da questo.

“Maurice” è forse il capolavoro di Forster e certamente il suo romanzo più intimo e commovente, uno squisito esercizio privato di scrittura della verità. Tra le pieghe della società vittoriana, Forster insegue affettuosamente la storia d’amore di Maurice e Clive, suo compagno di college, i tormenti di una passione complice e innominabile, che se per Clive è destinata a seppellirsi nella “normalità”, per Maurice è il calvario che conduce a nuova vita. È forse il delicato ricamo d’epoca, su cui si staglia la tormentosa affermazione della diversità, che ha spinto un regista come James Ivory a cimentarsi, dopo “Camera con vista”, anche con questo prezioso “libro-scandalo”.

Per i cinefili, nel 1987, James Ivory ne ha tratto un film con Ben Kingsley, Hugh Grant e James Wilby

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La task 2, invece, stabilisce di leggere un libro appartenente al genere true crime e ho pensato di leggere finalmente A sangue freddo di Truman Capote, che ha letteralmente inventato il genere e che ancora mi manca.

Anche di Capote ho letto altro (Colazione da Tiffany su tutti) ed è un autore che apprezzo, quindi non mi aspetto delusioni neanche su questo fronte.

Resoconto giornalistico e racconto si fondono per svelare i retroscena di un fatto di cronaca accaduto nel Midwest degli Stati Uniti nel 1959: lo sterminio brutale di un’intera famiglia da parte di due psicopatici.

Anche A sangue freddo ha ispirato il cinema, con A sangue freddo (1967) di Richard Brooks, Truman Capote: A sangue freddo (2005) di Bennett Miller e Infamous – Una pessima reputazione (2006) di Douglas McGrath.

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Bene, fatemi sapere che ne pensate, se li avete letti o visto i film e come procedono le vostri sfide e/o letture!

A presto!❤️🧡💛💚💙💜

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