Un adulto viaggia nel tempo e si ritrova nel suo corpo di adolescente. Da una simile idea di partenza Francis Ford Coppola ha tratto il film Peggy Sue si è sposato. Jiro Taniguchi ha ricavato invece questo romanzo a fumetti. Si sanno poche cose su Taniguchi. Invidia l’Europa per la facilità di contaminazione tra i paesi che la compongono. E affascinato dalla Francia, paese in cui vorrebbe andare ad abitare. Per lui, uomo di poche parole, gli italiani parlano troppo.
Hiroshi Nakahara ha 48 anni. La sua è un’esistenza ordinaria, impiegatizia, senza sussulti o emozioni particolari. In un giorno come tanti, senza nemmeno rendersene conto, sale su un treno diretto al suo paese natale. Si risveglierà in una città lontana nel tempo, nel suo corpo di adolescente ma con i ricordi, le conoscenze e la consapevolezza di un uomo di mezza età. Costretto a rivivere l’estate dei suoi 14 anni, Hiroshi deve confrontarsi nuovamente con le voci e i volti del suo passato, sapendo già cosa il futuro riserverà loro.
Con il tratto essenziale e intimista che lo ha reso uno dei più celebrati maestri del fumetto giapponese, Taniguchi ci trascina in un’avventura onirica ma saldamente ancorata alla realtà dell’animo umano. Un racconto universale e senza tempo, narrato in maniera superba sia dal punto di vista della sceneggiatura — lieve e struggente allo stesso tempo — che del disegno, raffinato e dettagliato fino all’estremo.


2018 RHC, Task 8: Un fumetto scritto o illustrato da una persona di colore

Nel presentare l’opera, Rizzoli mi aveva avvertito che avrei avuto tra le mani una graphic novel dai disegni dettagliati fino all’inverosimile, ma devo dire che Taniguchi mi ha sorpreso lo stesso: ogni disegno sembra un quadro e all’interno dell’opera potete trovare la stessa cura che potete ammirare sulla copertina, fatti salvi i colori.

In una lontana città è una storia sulle vie sbagliate che a volte intraprendiamo nella vita quando non riusciamo più a vedere bene e con obiettività la nostra situazione. Il protagonista, Hiroshi, e la sua famiglia si sono persi e Taniguchi usa l’espediente narrativo del viaggio nel tempo (e nello spazio) per esplorare questa frattura – com’è nata, dove si espanderà, che conseguenze potrebbe avere.

Taniguchi non è interessato a puntare il dito ed elargire premi e punizioni: In una lontana città è una graphic novel molto umana, molto comprensiva e compassionevole nei confronti dei nostri sbagli: nessun@ nasce con il libretto delle istruzioni per i rapporti umani e capita che le cose non vadano bene e facciano male. Tanto, tanto male – quanto la storia di Osawa Tamiko, breve, intensa e indimenticabile.

Vi consiglio davvero tanto di leggere quest’opera che così garbatamente ci mette davanti alle nostre debolezze, cercando di indicarci la via migliore da seguire, ma senza condannarci qualora ci perdessimo (o ci fossimo già persi) comunque.

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