Buon lunedì, prodi seguaci!

Chi ha passato questo fine settimana a fare binge watching della seconda stagione di Thirteen Reasons Why? Magari ci faccio anche un post… se riesco a riprendermi dalla visione…

E a proposito di cose sconvolgenti, sto leggendo La parabola del seminatore di Octavia Butler e devo dire che con l’attuale situazione politica mette i brividi…

Quando l’apparente stabilità si disintegra, come deve… Dio è cambiamento… la gente tende a cedere alla paura e alla depressione, al bisogno e all’avidità.

Quando nessuna influenza è abbastanza forte da unificare le persone, queste si dividono, lottano le une contro le altre, gruppo contro gruppo, per la sopravvivenza, la posizione, il potere.

Si ricordano antichi odi e ne generano di nuovi, creano il caso e lo alimentano.

Uccidono, uccidono e uccidono, fino a che non sono esauste e distrutte, fino a che non vengono sbaragliate da forze esterne o finché una di esse diventa un leader che la maggioranza segue, o un tiranno che la maggioranza teme.

Lauren Olamina è una ragazza in grado di avvertire e vivere su di sé il dolore delle persone che la circondano, sopportando con uno sforzo sovrumano le sofferenze altrui. Vive all’interno di un’enclave in una regione degli Stati Uniti, divenuti ormai una nazione in rovina le cui città, diventate roccaforti, sono afflitte da epidemie e da violente incursioni di sbandati. Una potente droga semina morte e distruzione, annichilendo qualsiasi speranza di un mondo migliore. E cosí, nel giorno del suo diciottesimo compleanno, Lauren decide di lasciare la sua casa e si mette in cammino, puntando verso nord, alla ricerca di una nuova terra promessa dove ricominciare a vivere. Lungo la strada, altri sopravvissuti e fuggitivi si uniranno a lei, in un viaggio interminabile e travagliato attraverso la devastazione, guidati dal desiderio di un futuro tutto da costruire.

Annunci