Having allied themselves with the Band of Bastards, the Brotherhood is committed now more than ever to eradicating the Lessening Society. Recovering from their most recent battle against the last of the lessers, the Brotherhood comes to realize that the fight against their enemies is far from over.
Throe, Xcor’s former second in command, is using an ancient tome to summon a new army engineered by a force more dangerous and evil than the Omega.
And now the brothers of the Black Dagger Brotherhood will be tested both at home and on the battlefield.


Come annunciato ieri, ecco arrivare il mio sproloquio sul sedicesimo libro della Confraternita del Pugnale Nero: il romanzo è incentrato sulla coppia Sola/Assail e grande spazio è dedicato anche a Jane e Vishous, ma come sempre ci sono molti personaggi (anche se questa volta non c’è un grande affollamento di punti di vista… cose che probabilmente tornerà nel prossimo volume, The Savior, che promette di essere intenso e pieno di avvenimenti belli grossi…)

Procediamo con (dis)ordine…

Assail e Sola sono stati introdotti come due personaggi molto forti e abituati a contare solo su loro stessi e a curarsi di poche persone a loro care. In The Thief, però, Assail non se la passa bene dopo la sua disintossicazione dalla cocaina, che – a quanto pare – sui vampiri ha un effetto molto più devastante che sugli esseri umani.

Ho apprezzato moltissimo la riflessione sulle malattie “prestigiose” versus quelle “infamanti”: si è pronti a versare fiumi d’inchiostro sui nobili sforzi per guarire dal cancro, mentre la dipendenza da sostanze viene ancora guardata con sufficienza, nonostante sia anch’essa potenzialmente letale e assai penosa. Zia Ward, quando vuoi, sai picchiare duro…

Per quanto riguarda Sola, è ancora la tipa tosta che abbiamo imparato ad amare. Certo, in questo libro gliene capitano di tutti i colori (dalla malattia e riabilitazione di Assail alla scoperta che – ta-dah! – i vampiri esistono), ma continua a non accettare cazzate da nessuno. Brava la nostra ragazza! (E aggiungo che questi vampiri hanno bisogno di un corso accelerato su come rivelare la propria esistenza agli esseri umani, perché delicatezza proprio zero, eh…).

Ovviamente con Sola è arrivata anche sua nonna e con Assail i suoi cugini, Ehric ed Evale, più il buon Markcus. Vovó è sempre una forza della natura manipolatrice che ottiene sempre quello che vuole: una di quelle persone che finisci per assecondare solo per farla stare zitta… meno male che è una dei buoni!

Ehric ed Evale sono sempre carini e maledettamente intriganti: muoio dalla voglia di saperne di più su di loro (se poi Zia Ward mi dice pure che potrebbero finire per avere una relazione con la stessa donna…). Quando mangiano ghost peppers (i peperoncini più piccanti del mondo) come se fossero patatine sotto lo sguardo orripilato di Sola, mi hanno fatto morire dal ridere!

Adesso veniamo alla parte che ha fatto incazzare un sacco di fan: Vishous (non) tradisce Jane, litigano (sembra non abbastanza) e poi fanno la pace (senza che V abbia strisciato abbastanza).

Avete letto bene: non c’è un vero e proprio tradimento, ma un tentativo di tradimento. Secondo me, il modo in cui si prende questa faccenda dipende dalla propria concezione di che cos’è un tradimento e cosa si può fare al riguardo. Se siete per le decisioni drastiche e/o per punire la persona fedifraga, è difficile che apprezziate il modo in cui Zia Ward ha sviluppato questa crisi di coppia.

Io sono molto rilassata in merito, nel senso che tutto dipende molto dalle circostanze nelle quali il tradimento avviene. Infatti, mi sono goduta alla grande tutte le parti dedicate a V e Jane, che, essendo molto razionali, mantengono una discreta dose di ragionevolezza anche quando litigano. Poi ci sono alcune scene emotivamente importanti, come quelle che coinvolgono anche Phury (finalmente lo rivediamo!); poi ce ne sono anche di assurdamente divertenti e queste coinvolgono un paio di pantaloni di pigiama rosa di My Little Pony…

Passando al lato oscuro, bisogna parlare un attimo di Throe, perché sta diventando tutto molto corrotto e perverso. Le parti dedicate a lui e a queste misteriose ombre sono super-inquietanti e mettono addosso un sacco di turbamento (tanto che a un certo punto succede una roba talmente inaspettata che ho quasi urlato, rischiando una notevole figura di cacca). Zia Ward è riuscita a costruire una grande tensione intorno a questa nuova minaccia e sono molto curiosa di leggere come evolverà la situazione (per chi sta seguendo la Confraternita: è davvero venuto il momento di mettersi in pari con Fallen Angels perché pare che le due serie convergeranno proprio con il prossimo volume).

Infine (poi mi fermo, ho già scritto un poema!), ricompare Murdher, dopo anni dalla sua prima comparsa, alla quale era seguito il silenzio da parte di Ward, nonostante ogni anno le chiedessero che fine avesse fatto. Sono eccitatissima perché la ricomparsa è una bomba, in tutti i sensi, e non vedo l’ora di leggere il casino che combinerà in casa Confraternita…

5 stars smaller

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