Alice had her whole summer planned. Non-stop all-you-can-eat buffets while marathoning her favorite TV shows (best friends totally included) with the smallest dash of adulting–working at the library to pay her share of the rent. The only thing missing from her perfect plan? Her girlfriend (who ended things when Alice confessed she’s asexual). Alice is done with dating–no thank you, do not pass go, stick a fork in her, done.
But then Alice meets Takumi and she can’t stop thinking about him or the rom com-grade romance feels she did not ask for (uncertainty, butterflies, and swoons, oh my!).
When her blissful summer takes an unexpected turn, and Takumi becomes her knight with a shiny library employee badge (close enough), Alice has to decide if she’s willing to risk their friendship for a love that might not be reciprocated—or understood.


2018 RHC, Task 10: Un romance scritto da o incentrato su una persona di colore

Non sapete quanto mi dolga scrivere che ho trovato un romanzo con una pessima rappresentazione dell’asessualità (e dell’adolescenza, che, sebbene sia un fenomeno meno raro, non è meno irritante).

Il romanzo inizia con la nostra protagonista, Alice, che viene mollata dalla sua fidanzata, Margot. Il motivo? Alice non ama e non fa sesso come piacerebbe a Margot. Dove sta il problema? Alice non ha detto a Margot di essere un’asessuale biromantica e, nella sua mente, inizia subito a lamentarsi della scarsa comprensione della (ex) fidanzata.

Ora, per ricevere comprensione bisogna anche mettere le altre persone nella posizione di poter comprendere: non stiamo parlando della vicina di casa, che deve farsi i fatti suoi, ma della tua ragazza, che trova un pelo strano il fatto che tu non voglia essere toccata durante il sesso. Vuole sapere perché, vuole capire, ma Alice niente, tace e inizia a sentirsi la vittima della situazione. Irritante come poche.

Avrei accettato una roba del genere se a un certo punto del romanzo avesse fatto autocritica o se un personaggio le avesse fatto notare che era stata ingiusta, ma niente. Siamo nel tipico romanzo YA dove i personaggi non si evolvono, ma arrivano allegramente immutati alla fine.

Alice, infatti, è la tipica ragazza tutta cuori&fiori che mette a dura prova il mio aromanticismo e che finisce per incontrare il bellimbusto di turno, Takumi. Quest’ultimo è privo di qualsivoglia difetto (fisico o caratteriale) e finirà per essere il cavaliere dalla scintillante armatura che accetterà Alice per quello che è (senza parlare di niente, ovviamente, sia mai che in questi YA si mostri come affrontare una sana e costruttiva discussione sui propri desideri ed esigenze).

Poi tutta la negatività è rivolta contro l’ignara Margot, ma il personaggio che spala merda sull’asessualità in questo romanzo è la migliore amica di Alice, Feenie. Però è la migliore amica, quindi, be’, è giustificata, poverina, è che è fatta così, apre la bocca e lascia andare… ma dove? Ma come? Ma cosa? Ma anche no, diamine! Sa che Alice è asessuale e poco incline a fare sesso e il suo consiglio per capire meglio i suoi sentimenti verso Takumi è comunque portatelo a letto. Sul serio? Ma che razza di amica è?

Boh. Il libro non si becca l’infamia di una stella solo perché ci sono anche alcune parti interessanti (come il dialogo con lo psicologo che ho postato anche qui sul blog) e qualche riflessione importante qua e là, ma – a essere sincera – non credo valgano la pena di sorbirsi tutto il resto…

2 stars smaller

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