Bibi. Una bambina del Nord

Bibi è una bambina danese con una grande fortuna: ha un papà capostazione e così ha i biglietti gratis per girare tutta la Danimarca. Veramente la gira anche in bicicletta, sui carri bestiame, o al seguito dei bovari. Sembrerebbe una vagabonda, ma non lo è: la sua curiosità la spinge a raccogliere mille informazioni su come vive la gente, sugli usi del passato; e poi è bravissima a disegnare, porta sempre un notes appeso al collo e lo riempie di schizzi. Ci sono animali da curare e Bibi gira con una cicogna ferita sottobraccio. Solo una cosa non ama: la nobiltà. Perché i suoi nonni conti che vivono in un castello si sono arrabbiati con la mamma quando ha sposato un capostazione, finché la mamma non ne è morta. La stessa Bibi aveva un nome nobile: Ulrica Elisabetta, ma l’ha scambiato con quello della sua amica Bibi. Bibi è un nome corto, ha un suono divertente e lei fa presto a firmare, quando scrive dai viaggi le tante lettere al suo papà. 


2018 RHC, Task 11: Un classico per bambini pubblicato prima del 1980

Nello spulciare la mia LdLdL in cerca di un libro per bambini pubblicato prima del 1980 per la 2018 RHC, mi sono imbattuta in Bibi. Una bambina del Nord, che uscì per la prima volta nel 1927. Onestamente, non mi aspettavo niente di memorabile, solo di passare un po’ di tempo in compagnia di un buon libro per bambini.

E invece, ho scoperto un piccolo gioiello. Bibi. Una bambina del Nord è un romanzo, primo di una serie, pieno indipendenza, spirito di iniziativa e umanità: bonus, la protagonista è una bambina e si sente un certo aroma di femminismo mentre si legge. Considerato tutto questo, mi sorprende molto apprendere che questo romanzo è arrivato per la prima volta in Italia durante l’epoca fascista: infatti, per quanto possano aver tagliato delle parti (come ci riferisce la traduttrice, Eva Kampmann, in una nota a questa edizione), l’intera storia è quanto di meno fascista ci si possa immaginare!

Bibi, infatti, è una bambina che non sottosta ad alcun potere autoritario: né quello del padre (con il quale ha un rapporto molto positivo e paritario), né quello della scuola, né quello dello Stato (che, tramite i poliziotti, non fa una bella figura). Nemmeno i suoi nonni conti appaiono in una luce proprio positiva: sembrano in tutto e per tutto convinti che il denaro possa sistemare ogni cosa e comprare ogni diritto.

Per contro, Bibi. Una bambina del Nord esalta il valore della libertà, della bontà, della condivisione, dell’amore per gli animali, del rifiuto della violenza e dell’imposizione: è un romanzo troppo positivo perché ve lo lasciate scappare (se poi riuscite a consigliarlo/regalarlo/passarlo a qualche piccol* essere umano, tanto meglio!).

4 stars smaller

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