Una cyborg non può piangere, non può sperare né sognare: può innamorarsi?
In un futuro lontano la Terra è divisa in sei grandi regni. Cinder è una ragazza metà umana e metà cyborg. Non ha ricordi della sua infanzia mentre il suo futuro sembra scritto: il lavoro da meccanico al mercato, una matrigna e delle sorellastre da sopportare, qualsiasi sogno da soffocare. Eppure quando per caso incontra il principe Kaito, erede al trono del regno, qualcosa in lei si accende. Ma può una cyborg sognare una vita normale?
Intanto il mondo è invaso da un’epidemia e l’unica ad avere l’antidoto è la splendida ma malefica Regina di Luna: con il suo sguardo magico e letale riesce a controllare le menti. Ma il prezzo da pagare per la salvezza del mondo è troppo alto.


2018 RHC, Task 16: Il primo libro di una serie YA o per ragazzi tra 8-12 anni che non hai mai letto

Il primo libro che ho letto per la 2018 RHC non è stato una scelta felice e un po’ me ne dispiace, perché l’idea di fondo non era affatto male: riraccontare la fiaba di Cenerentola in chiave fantascientifica presentava temi interessanti, dallo status dei cyborg (umani o macchine?) ai rapporti con i Lunari, umani trasferitisi sulla Luna che hanno sviluppato delle capacità poco rispettose per le libertà altrui.

Invece mi sono ritrovata per le mani uno YA pieno di quegli elementi capaci di irritarmi a morte, in primis l’assoluta noncuranza per il realismo della storia. Lo ripeterò fino alla nausea: scrivere fantasy o fantascienza non è sinonimo di “scrivo quel che mi pare, tanto è tutto inventato”. Il mondo fantascientifico (o fantastico) deve avere una sua logica interna, esattamente come il mondo reale, pena la perdita di verosimiglianza. Ora, capisco che Cinder e il Principe si interessino l’una all’altro perché stiamo parlando di un retelling di Cenerentola, ma vi pare anche solo lontanamente possibile che un Principe si metta a parlare di affari di stato con una meccanica? Ve lo immaginate Mattarella che porta ad aggiustare qualcosa e racconta al riparatore dei rapporti diplomatici con qualche altro Stato? Dai…

Vogliamo poi parlare del fatto che Cinder deve riparare un androide che contiene informazioni preziosissime e se ne sbatte per metà del tempo? Del fatto che Cinder potrebbe essere in pericolo di vita per una decina di motivi diversi, ma tutti la lasciano andare in giro come se niente fosse? Del fatto che chi di dovere continua a tacerle una certa verità senza alcun motivo logico apparente se non allungare il brodo e arrivare a quasi quattrocento pagine? Meyer non può tirare in causa nemmeno il fattore colpo di scena, visto che se lo brucia già nei primi capitoli.

Possiamo almeno avere dell’introspezione in questo brodo allungato? Sia mai! Ne abbiamo giusto un assaggino quando serve che Cinder o il Principe si autocommiserino per la loro situazione: per il resto, chi se ne frega se un personaggio dovrebbe comportarsi anche in base al suo background…

Tuttavia, devo confessare di essere tentata di proseguire la serie… un po’ perché mi si dice che il secondo è meglio, un po’ perché alcune trovate di Meyer mi sono piaciute molto, come il parallelo scarpetta di cristallo-piede di cyborg oppure il modo in cui Cinder si presenta al ballo. Suppongo che accadrà solo se mi dimenticherò di quando è stato noioso Cinder nella parte centrale o se mi scriverete benissimo di Scarlet, ma chissà…

2 stars smaller

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