Bailey e Marguerite, fratello e sorella, sono due bambini di colore che, in seguito al divorzio dai genitori, vengono mandati a stare con la nonna in una piccola città dell’Arkansas. Vivranno alterne vicende, spesso anche tragiche, che pian piano li porteranno all’età adulta e alla presa di coscienza della loro identità di neri.


Non so perché a quest’edizione Frassinelli sia stato dato questo titolo, visto che stiamo parlando di I Know Why the Caged Bird Sings, riportato fedelmente nella nostra lingua dalla nuova edizione BEAT (che propone, tra l’altro, la stessa traduzione che ho letto io), Io so perché canta l’uccello in gabbia. Oltretutto, stiamo parlando di un titolo che è un verso tratto da Sympathy di Paul Laurence Dunbar, quindi i motivi della decisione della CE italiana mi rimangono oscuri…

In ogni caso, quale che sia il titolo dell’edizione che riuscirete a procurarvi, vi consiglio caldamente di leggere questo romanzo, con l’avvertenza che contiene una delle scene di stupro più terrificanti che abbia letto nella mia vita.

Il canto del silenzio è un romanzo autobiografico e di formazione che ci racconta quante difficoltà aggiuntive possa incontrare una giovane donna nera nel percorso per diventare adulta. È un libro sugli assurdi privilegi dei bianchi, degli uomini, dei ricchi e di come le persone che non godono di certi vantaggi portino in sé i semi capaci di portarle a rivendicare il proprio spazio.

Se crescere è doloroso per una bambina nera del Sud, rendersi conto di essere fuori posto è la ruggine sul rasoio puntato alla gola.
È un insulto superfluo.

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