Buon lunedì, prodi seguaci! ^^

Avevo in programma di scrivere un post per la Giornata Internazionale per l’eliminazione della la violenza contro le donne e uno per l’Ace Visibility Day, ma non sono riuscita a scriverne manco uno, perché questo fine settimana il mondo ha reclamato massicciamente le mie attenzioni…

Quindi, ricomincio l’attività bloggereccia (sono rimasta tanto indietro anche a leggere i post altrui… penso che forse a Natale riuscirò a rimettermi in pari…😳) con questa benedetta 2017 Read Harder Challenge, che mi sta dando tante soddisfazioni, ma sarebbe stato tanto bello se mi fossi ricordata di lei durante l’anno… e adesso mi sono incaponita di doverla finire, per non essere sempre la solita che lascia le sfide di lettura a mezzo…

Così oggi strafaccio e vi presento quattro task (in realtà c’è il trucco🤭): la 13, la 16, la 17 e la 19.

La task 13 è Leggi un libro nonfiction sulla tecnologia e la scelta è ricaduta su Io vivo nel futuro di Nick Bilton, che parla di nuove tecnologie informatiche e di come queste stiano modificando la nostra vita.

Smartphone, iPad e piattaforme digitali come Twitter e Facebook hanno modificato radicalmente la produzione e il consumo dei contenuti: nelle nostre case e nei nostri cellulari si sta affacciando una nuova forma di cultura che avrà profondi effetti sulle abitudini di vita e sugli stessi meccanismi cerebrali. Bilton confronta lo sviluppo di internet con altri progressi tecnologici del passato come la ferrovia e la stampa, disegnando la prospettiva di quella che sarà la nostra cultura fra due o vent’anni e analizzando in particolare i cambiamenti in atto nelle giovani generazioni. Colloquiale e divertente, Io vivo nel futuro è impostato come un dialogo con il lettore, che attraverso divertenti aneddoti tratti da conversazioni quotidiane e da curiosi esperimenti personali (come una ricerca sull’evoluzione del porno…) ricostruisce lo storytelling proposto dalle nuove tecnologie. Un libro che rende il futuro prossimo non solo accettabile, ma auspicabile.

Uno sguardo provocatorio al futuro della narrazione. Un libro sulle virtù dei videogiochi, la scienza dei cocktail e i nuovi modelli di business del giornalismo. Un mondo in cui il mezzo è per lo più irrilevante, e il messaggio è tutto.

L’ho già iniziato e per ora devo dire che non ha catturato la mia attenzione come mi sarei aspettata. Vedremo nel proseguimento della lettura…

La task 16 prevede di leggere un libro che è stato censurato o contestato spesso nel tuo Paese e la scelta è ricaduta su Piccolo Uovo: Maschio o Femmina? di Francesca Pardi, con le illustrazioni di Altan. Si tratta di uno di quei libri per bambin* che finiscono immancabilmente per suscitare le censure facili a qualche sindaco

Piccolo uovo continua ad indagare il mondo che lo aspetta. Questa volta si chiede se è maschio o femmina, ma l’essere l’uno o l’altra non si presenta come un limite per le tante attività che lo aspettano.
Un libro aperto, che si propone di suggerire ai bambini la possibilità di avvicinarsi ad ogni attività che si sia maschi oppure femmine, superando i rigidi schemi dello stereotipo di genere.

Devo ancora andare a ritirarlo in biblioteca, ma, siccome non credo sarà una lettura impegnativa, questo è il primo trucco per “liquidare” la task!😇

La task 17, ovvero Leggi un classico scritto da un autore di colore, mi ha portato a scegliere Il canto del silenzio di Maya Angelou.

Bailey e Marguerite, fratello e sorella, sono due bambini di colore che, in seguito al divorzio dai genitori, vengono mandati a stare con la nonna in una piccola città dell’Arkansas. Vivranno alterne vicende, spesso anche tragiche, che pian piano li porteranno all’età adulta e alla presa di coscienza della loro identità di neri.

Sono molto curiosa di leggere questo romanzo autobiografico perché so che Angelou ha avuto una vita interessante (per usare un eufemismo).

L’ultima task della quale vi parlo oggi è la 19, Leggi un libro nel quale un personaggio di colore intraprende un percorso spirituale, e qui ci sarà il secondo trucco, visto che l’ho già letto in questi giorni passati: sto parlando di Infedele di Ayaan Hirsi Ali.

Quando si parla di percorso spirituale si pensa sempre all’approdo a una qualche religione o simili: invece, io ho voluto cercare un libro che parlasse di una persona che aveva fatto il percorso inverso, dalla religione all’ateismo.

“Sono cresciuta tra la Somalia, l’Arabia Saudita, l’Etiopia e il Kenya. Sono arrivata in Europa nel 1992, a ventidue anni, e vi ho trovato una nuova casa.Ho girato un film con Theo Van Gogh che per questo è stato ucciso a sangue freddo da un estremista islamico, e da allora vivo tra guardie del corpo e automobili blindate. Poi un tribunale olandese ha ordinato che lasciassi lamia casa: il giudice ha dato ragione ai miei vicini nel ritenere pericolosa lamia presenza nel quartiere. Per questo me ne sono andata.” Con queste parole Ayaan Hirsi Ali apre uno squarcio nel racconto drammatico della propria vita,dall’infanzia, trascorsa con la nonna matriarca, custode tirannica delle leggi del clan e dell’islam, alla tortura della mutilazione genitale, dall’esilio cui fu costretta dall’opposizione del padre alla dittatura di Siad Barre, al rifiuto di un matrimonio imposto con la forza. Fino alla fuga dall’islam,all’approdo in Olanda e infine negli Stati Uniti.

E questo è quanto. Che ve ne pare? Avete letto qualcosa, oppure vi ho ispirato per qualche lettura? Fatemelo sapere nei commenti! ^^

A presto!💙

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