Le poesie contenute in questo volume sono l’espressione più chiara di ragioni e sentimenti duri ad essere superati.
L’apartheid resta sempre presente nei luoghi comini, nell’offrire poco spazio nei diversi ambiti del vivere, nel costruire barriere invisibili.
I paesi africani presenti in questo volume (Angola, Benin, Burkina Faso, Burundi, Camerun, Repubblica Centroafricana, Sud Africa, Ruanda) offrono una panoramica di nomi e di produzione artistica di rilievo.


Questa raccolta di poesie è stato un lancio nel vuoto offertomi dalla 2017 Read Harder Challenge: si tratta del secondo volume di una serie di libri dedicati a poeti africani che hanno scritto componimenti contro l’apartheid e le discriminazioni razziali. I nomi sono diversi, divisi per nazionalità: in questo volume troviamo ventidue poeti da Angola, Benin, Burkina Faso, Burundi, Camerun, Repubblica Centrafricana, Sudafrica e Ruanda.

Come accade spesso in raccolte di questo tipo, ho trovato componimenti capaci di smuovere le coscienze su una tematica così importante e niente affatto archiviata, perlomeno nei suoi strascichi; altri, secondo me, non erano poi così incisivi.

Leggendo ho sentito la mancanza di qualche nota o spiegazione su quelle che sono le specificità della poesia nei vari Paesi: sapendo che alcuni di questi poeti non sono nemmeno su Wikipedia e che difficilmente riuscirò a mettere le mani su qualcos’altro scritto da loro, non mi sarebbe dispiaciuto un po’ di contesto…

Quindi, se vi capita di leggere questi libriccini, tenete conto che si tratta di assaggi di letterature alle quali siamo meno avvezz* – perlomeno io, magari tra voi c’è chi è espert*, che ne so, di letteratura angolana…

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