Enid e Alfred Lambert, in una città del Midwest americano, trascinano le giornate accumulando oggetti, ricordi, delusioni e frustrazioni del loro matrimonio: l’uno in preda ai sintomi di un Parkinson che preferisce ignorare,l’altra con il desiderio di radunare per un “ultimo” Natale i tre figli che ha allevato secondo le regole rigorose e i valori dell’America del dopoguerra,attenta a “correggere” ogni deviazione dal “giusto”. Ma i tre figli se ne sono andati sulla costa orientale: Gary, dirigente di banca, è vittima della depressione e di una moglie infantile e testarda; Chip ha perso il posto all’università per “comportamento sessuale scorretto”; Denise, chef di successo, conduce una vita privata molto discutibile secondo i Lambert.


Le correzioni, che è stato il libro di maggio e giugno per LiberTiAmo (sono sempre puntuale, eh?), è uno dei romanzi più lenti che abbia letto nella mia vita. Non perché sia un brutto libro – tutt’altro – ma perché la storia impone una lettura lenta per lasciare che il suo messaggio arrivi a destinazione: dopo averlo finito, infatti, continuerà a vorticarvi in testa per giorni.

Questo perché Franzen ha scritto un corposo romanzo familiare che ci spinge a chiederci quanto l’educazione dei nostri genitori, soprattutto quella che, seppur in buonafede, era mirata a correggere comportamenti ritenuti inopportuni, possa aver influito sulle nostre vite e se sia possibile intervenire per evitarlo.

Per seicento pagine leggiamo di Gary, Chip e Denise e dei loro inutili tentativi di sfuggire alle correzioni familiari, tentativi che sfociano in autentici disastri. Neppure i genitori, Alfred ed Enid, sono da meno: anzi, è proprio il loro pessimo rapporto a gettare ombre sulla crescita dei figli.

Ho amato molto la capacità di Franzen di costruire dei personaggi così poliedrici da rendere quasi impossibile al lettore di schierarsi per l’uno o per l’altro: nel corso della storia,infatti, tutti quanti riescono a mettere in crisi l’idea che ci eravamo fatti di loro, rimescolando le carte e tratteggiando una situazione familiare piena di desideri frustrati, affetti mancati e gelosie sapientemente costruite dove i confini tra vittima e carnefice sono molto sfocati…

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