Arnold Spirit Jr, della tribù degli Spokane, è nato con l’acqua nel cervello, un eccesso di fluido cerebrospinale che gli ha lasciato tutta una serie di problemi fisici: mal di testa, convulsioni, un occhio miope e uno ipermetrope che non vanno per niente d’accordo, un corpo sproporzionato e quarantadue denti, dieci più del normale. Come se non bastasse, ha due fastidiosi difetti di pronuncia, che insieme all’amore per lo studio lo rendono diverso dagli altri ragazzi, facile bersaglio dei bulli della riserva. La sua vita potrebbe sembrare assurda e ridicola, ma Arnold decide di raccontarla lo stesso, con sentimento e ironia, parole e disegni. Perché nonostante l’ostilità e l’indifferenza di chi lo circonda, lui non è un perdente, ma un guerriero, che abbandona la scuola della riserva per studiare in mezzo ai bianchi, nella vicina Reardan, sfidando i pregiudizi di tutti. E combatte senza cedere mai, a scuola e sul campo da basket, sostenuto dall’amore incrollabile della sua famiglia. Per non appartenere più a una sola tribù ma al mondo intero.


Questo libro, per quanto con i toni leggeri e divertenti di un romanzo adatto ai più giovani, è un enorme e meritato calcio nel culo dei bianchi.

Vorrei finire qui la recensione perché a dire di più mi sembra di sminuire l’impatto emotivo che (su un bianco) può (o dovrebbe) avere questo romanzo, ispirato dalla vera storia della vita dell’autore, Sherman Alexie. C’è ancora troppa gente che è convinta che il privilegio dei bianchi non esista.

Lo so che sentirsi dare dei privilegiati o dei razzisti non è piacevole: per fortuna la nostra società si è evoluta abbastanza da connotare negativamente queste due parole (anche se sulla seconda, negli ultimi tempi, inizio a nutrire dei dubbi…). Però è così: non perché siamo tutti orribili persone, ma perché siamo cresciuti in un mondo dove tutta una serie di comportamenti e abitudini sono considerati normali, anche se non dovrebbero esserlo affatto.

Allora, invece di prendercela con le persone di colore che ce lo fanno notare, bisognerebbe iniziare a fare autocritica per demolire tutto il razzismo interiorizzato, che è quello più pericoloso, visto che non siamo consapevoli di esserne “portatori sani”.

Quindi no, non vi dirò nient’altro di questo romanzo se non: procuratevelo, leggetelo e regalatelo, soprattutto ai giovani lettori.

4 stars smaller

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