Buon lunedì, prodi seguaci!

Visto che stiamo ancora implorando pioggia garbata e frescura sotto un’afa impietosa, voglio iniziare la settimana con qualcosa di rilassante, rispolverando la rubrica Book Fetish che non compariva sul blog da circa un anno… per la cronaca, la rubrica riguarda desiderabilia, arte o eventi inerenti ai libri.

Dunque, siccome questo blog prende il suo nome dal Ciclo di Earthsea di Ursula K. Le Guin, ho pensato di farvi vedere le illustrazioni di Astrid Nielsch, che sono state ispirate da questa saga fantastica (così mi mando anche un messaggio subliminale: «Rileggilo e posta la recensione dei libri che hanno inconsapevolmente dato il nome al tuo blog!»).


Trama: Nel mondo incantato di Terramare, fatto di arcipelaghi e acque sconfinate, un giovane pastore possiede il dono di parlare agli animali e di piegarli alla sua volontà con misteriosi sortilegi. Non sa ancora di essere Ged, il grande mago destinato a sconfiggere le forze dell’oscurità che minacciano di sopraffare il suo mondo. Solo il duro e avventuroso apprendistato presso la Scuola per Maghi dell’isola di Roke lo renderà degno di diventare Signore dei Draghi e di sfidare le potenze del Male. Ma lungo il percorso, in un viaggio che lo spingerà oltre il regno della morte, incontrerà un nemico inaspettato: la propria ambizione e il desiderio di potere, che lo costringeranno a misurarsi con l’Ombra e minacceranno di annientare l’unico eroe in grado di riportare la magia in una terra che ne ha disperato bisogno.

In the Desert
The Prisoner
The Wall
Wizards and Goats
The Shadow
Light Underground
Dragon
Casting the Spell
The Courtyard of the Fountain
Coming Home
Equinox Chant
Falcon Flight

L’artista dice di sé:

La mia passione è, ed è sempre stata, il colore, il ritmo, il suono e la forma. Vedo e ascolto i motivi della bellezza nell’arte e nella natura, nelle storie raccontate e nelle vite vissute dalle persone. Questi motivi – o chiamateli idee – non sono confinati nel colore o nella linea, nel suono o nell’immagine, nel pensiero o nel sentimento. Dunque perché dovrei essere io a confinarli esprimendoli tramite un unico mezzo?

Per tutta la vita mi è stato chiesto di fare una scelta. Sempre, questo ha affamato una parte essenziale della mia interezza, e il modo in cui esprimevo me stessa nel mio lavoro e nella vita. Tuttofare, Maestro di Nessuno – mi sono sentita spesso denigrare. Ma non è un’insopportabile limitazione focalizzarsi su una sola abilità fino a un tale piccolo punto che la luminosità e il colore, la ricchezza e l’infinita varietà di dettagli di quella che gli antichi chiamavano Musica Universale, è completamente persa alla vista – o all’udito – o al pensiero – o al sentimento – come può esserlo la nostra scelta?

La mia prima e più immediata espressione è stata come pittrice, dall’età di due anni – ma la mia prima e più completa istruzione è stata musicale. Penso alla musica come si faceva nel Medioevo, quando il termine comprendeva una vasta gamma di concetti e attività spirituali, intellettuali e artistiche, delle quali la composizione e l’esecuzione di suoni combinati era solo una piccola parte minoritaria. Si trattava delle Divine Proporzioni che governano l’universo e i nostri corpi umani, e che possono essere scorte nell’architettura di una cattedrale gotica, e udite nel suono di voci che cantano in armonia. Non si tratta di spettacolari sfoggi di virtuosismi tecnici quindi, né di chi ha i fan più appassionati o di coloro i cui quadri raggiungano il prezzo più alto, né di rendere un Artista con la A maiuscola un sostituto per quella ricerca di senso che sembriamo aver perso da quando siamo stati costretti a fissare quel piccolo punto ristretto della nostra specializzazione, invece di guardare in alto e fuori per vedere il disegno più grande.

Sono un’artista multimediale. Non mi auguro di dover scegliere tra la musica o l’arte visiva, tra i media tradizionali e quelli digitali, tra una carriera artistica, intellettuale, tecnica o professionale. Per me, nel mio lavoro, nel mio pensiero, nella mia immaginazione, questi aspetti della creatività si influenzano all’infinito e si arricchiscono l’un l’altro. Non decidere un solo mezzo, una carriera sopra le altre, non è debolezza, o indecisione – è una scelta consapevole, e la mia più grande forza.

Traduzione di Baylee

Sul suo sito è possibile acquistare i vari frutti della sua creatività.

Che ne pensate? Spero che il post vi sia piaciuto!

A presto! ^^

Annunci