Giovane ufficiale di stanza ad Alessandria, fratello minore del celebre Joseph, Xavier de Maistre venne arrestato nel 1790 per aver partecipato a un duello. Nei quarantadue giorni di forzata inattività e di noia che ne seguirono compose senza alcuna velleità letteraria questa breve opera che, pubblicata cinque anni dopo, venne immediatamente salutata come un piccolo capolavoro. “Viaggio intorno alla mia camera” è uno straordinario percorso attraverso i dissidi e le riappacificazioni dell’anima che, come fa notare Sainte-Beuve, «ispirano all’amabile “umorista” una quantità di riflessioni filosofiche tanto fini e tante profonde che la poltrona psicologica, con tutto l’apparato dei suoi metodi, non ne ha mai potute ispirare di simili agli analisti di professione». L’autore passa, con tono garbato e leggero, da un registro brillante a una più moderata malinconia senza mai lasciarsi travolgere da tumultuose emozioni estreme; gli è sufficiente a volte una sola parola «per rivelare tutta un’indagine psicologica, un tocco lieve di pennello per creare un personaggio, […] una frase scherzosa per nascondere tutto un dramma umano». Più che narrare, quindi, sembra discorrere tra sé con semplicità e ironia, arte raffinata che possiede la cifra di un’originalità singolare e ci accompagna lungo le pagine di quest’opera deliziosa.


Che libriccino delizioso che è Viaggio intorno alla mia camera! Perfetto se amate i classici, ma volete leggervi qualcosa di più leggero durante i mesi più caldi. Si tratta, infatti, della descrizione, sotto forma di “viaggio”, della stanza nella quale fu confinato l’autore per quarantadue giorni in seguito a una condanna ai domiciliari per aver partecipato a un duello.

Non fu neanche scritto per la pubblicazione: De Maistre non aveva velleità letterarie, un po’ per carattere, un po’ perché probabilmente pensava che quel talento fosse stato riservato al fratello maggiore, Joseph, famoso soprattutto per Le serate di Pietroburgo, un dialogo che è il capolavoro del pensiero reazionario, dove si criticano Voltaire e Locke, si proclama la superiorità della teologia sulla scienza e la Rivoluzione francese è il Male Assoluto. Insomma, un libro importante che sta nella mia LdLdL, ma che non ho alcuna fretta di iniziare a leggere, visto che io e Joseph non la vediamo proprio nello stesso modo…

Certo, nemmeno Xavier brilla per progressismo, ma Viaggio intorno alla mia camera si presenta più come una chiacchierata che potreste fare con un caro amico tradizionalista, ma con un garbato senso dell’umorismo, piuttosto che con un inquietante bacchettone che non riconosce una battuta nemmeno se gli fa contorsioni davanti.

Infatti, il resoconto del viaggio è per lo più ironico e, quando De Maistre tocca temi importanti e toccanti, come la morte di un carissimo amico, lo fa con delicatezza e dolcezza, chiedendo anche scusa al lettore per avergli chiesto qualche lacrima, visto che aveva promesso di mostrare solo il suo aspetto ridente.

Mi dispiace molto che Viaggio intorno alla mia camera non sia più conosciuto, letto e apprezzato (sebbene la mia copia della biblioteca abbia un’aria piuttosto vissuta): poi faccio un giro su IBS e scopro che la traduzione in italiano è fuori catalogo (in compenso, c’è quella in inglese). Ci mancherebbe: sia lode alle biblioteche che ci permettono di leggere libri dalla così breve vita sul mercato editoriale!

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