In perfetta sintonia con le gag più famose Tre uomini in barca di Jerome K. Jerome, un capolavoro di comicità, nacque da un malinteso, come scrive nella prefazione Manlio Concogni. L’autrore che compiva trent’anni nel 1889, quando loscrisse, aveva in animo di comporre, invece di un romanzo, una guita turistica del Tamigi, legando le notizie storico-letterarie sul fiume e sui luoghi che attraversa in una tenue vicenda: un viaggio in barca di tre amici e un cane. Accadde che l’editore di una rivista, dove il racconto appariva a puntate, si annoiasse del corredo di nozioni di cui Jerome faceva sfoggio. Pretese che tutto quel bric-à-brac di informazione fosse alleggerito e tagliato sempre di più fino a sparire. Nacque così un classico dell’umorismo, che quando fu stampato in volume raggiunse in breve tempo il milione e mezzo di copie nella sola inghilterra. Infatti, ancora oggi, chi può sottrarsi alle franche risate cui i tre uomini in barca, per tacer del cane, con le loro avventure ci invitano?


Avevo letto Tre uomini in barca molto tempo fa, forse frequentavo ancora le scuole medie, e l’avevo trovato molto divertente. Mi fa piacere dire che anche la rilettura è andata bene e Jerome mi ha di nuovo fatto sbellicare dalle risate.

Risate che, c’è da puntualizzare, vi farete solo se vi piace l’umorismo inglese, quel wit che alcune persone trovano irresistibile (tra le quali, manco a dirlo, ci sono anch’io), mentre altre vi guarderanno stranite e non faranno che chiedersi cosa ci si trovi di così divertente.

Se non trovate Tre uomini in barca così divertente, comunque, c’è da dire che, se non fosse stato per l’editore, sarebbe state decisamente noioso (e forse non staremmo qui a parlarne). Infatti, il buon Jerome aveva scritto una guida turistica di ciò in cui ci si può imbattere navigando sul Tamigi, ma l’editore pensò che tutte quelle informazioni storico-culturali fossero una palla e ne tagliò gran parte, regalandoci il romanzo che conosciamo oggi.

Quindi, aspiranti autori e autrici, imparate la lezione: quando un editor vi dice di tagliare, tagliate, perché di solito ha ragione. Le parti turistiche rimaste in Tre uomini in barca sono quasi unanimemente considerate quelle più noiose: non so se lo siano in sé o perché sfigurano a confronto con quelle più divertenti, ma comunque sia date retta agli editor e non liquidateli come quei coglioni che non capiscono la grandezza della mia opera. Potreste pentirvene amaramente…

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