Buon lunedì, prodi seguaci! ^^

Visto che non ho tempo di leggere nemmeno un libro, ho pensato bene di iniziarne un terzo… logico, no? ^^’ Quindi, eccovi un pezzettino da L’ultimo saluto di Sherlock Homes di Arthur Conan Doyle!

«Intende riceverlo?», chiesi.

«Mio caro Watson, lei sa quanto mi sono annoiato da quando abbiamo spedito in galera il colonnello Carruthers. La mia mente è come un motore da corsa, che va in panne se non svolge il lavoro per cui è stato costruito. la vita è monotona; i giornali, privi di qualsiasi interesse; romanzo e avventura sembrano scomparsi per sempre dalle scene dal mondo del crimine. E ha il coraggio di chiedermi se sono disposto a occuparmi di un nuovo problema, per banale che possa dimostrarsi? Ma, se sbaglio, ecco il nostro cliente che arriva».


«Gli amici di Sherlock Holmes saranno lieti di sapere che è ancora vivo e vegeto anche se talvolta soffre di attacchi reumatici». Così, con un velo di ironia, il buon vecchio dottor Watson saluta i tanti, tantissimi lettori-fanatici dell’investigatore, nella Prefazione a questa raccolta di racconti. Avanti con gli anni ma sempre nel pieno delle sue straordinarie facoltà mentali, Holmes si destreggia tra intricati enigmi e affascinanti intuizioni seguendo il rigoroso metodo della deduzione, in sette appassionanti storie. All’epoca della pubblicazione de L’ultimo saluto di Sherlock Holmes (1917), il geniale indagatore era già un mito letterario, e la sua fama non avrebbe fatto altro che crescere negli anni, fino ai giorni nostri, alimentata da innumerevoli trasposizioni in film, cartoni animati e fumetti: celebri le ultime versioni cinematografiche, per la regia di Guy Ritchie, con Robert Downey Jr. e Jude Law come protagonisti.

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