Buon martedì, prodi seguaci!

Indovinate chi si è dimenticata di far uscire il post del lunedì? Eh, eh, eh…

Quindi recupero oggi con una citazione da La lettrice bugiarda di Brunonia Barry, che ho finito questo fine settimana… devo dire che, sapendo come va a finire, si colgono un sacco di indizi su come stanno davvero le cose…

Vi lascio alla citazione con una precisazione: i Calvinisti dei quali si parla sono i seguaci di un tizio di nome Cal, non c’entrano niente con Giovanni Calvino.

Rafferty non aveva saputo che altro fare. La ragazza era stata evidentemente plagiata.

«Sono stata salvata», aveva affermato.

Salvata? Rafferty non ci credeva affatto. Era indeciso se chiamarla corruzione di minorenne o violenza carnale. Salvata! Poi, in un lampo, tutto gli fu chiaro. Comprese quell’attrazione. Lui, Rafferty, con i suoi sensi di colpa da cattolico non osservante. Con la lista di propositi che cercava di mettere in pratica per fare ammenda nei confronti della sua ex moglie e della figlia. In quel momento capiva fin troppo bene il fascino della redenzione. Capiva perché la gente volesse rinascere nella fede. Accogli Gesù e vincerai un biglietto gratis per il paradiso. Non importa cosa tu abbia fatto in passato, né cosa farai in futuro. Quando sei stato salvato, sei stato salvato. Niente penitenze. Niente Ave Maria, né esami di coscienza o richieste di perdono. Le prediche dei Calvinisti erano piene di fiamme e odore di zolfo, ma solo per i non ancora salvati: cattolici, ebrei, streghe. I membri della setta invece erano protetti. Qualche indulgenza e qualche decima bastavano per comprare una polizza d’assicurazione.

Chi non vorrebbe aderire a una religione così?


È estate e l’oceano ruggisce le sue onde sulla città di Salem. Towner Whitney è tornata dove tutto è cominciato. Il tempo pare essersi fermato. La grande casa segnata dalla salsedine è avvolta dal silenzio. Eppure a Towner sembra ancora di vedere Lindley, la sua gemella, mentre, con lei, ride e legge il futuro secondo un’antica arte trasmessa di madre in figlia tra le strane donne della famiglia Whitney. Towner era fuggita da tutto ciò, prigioniera del senso di colpa e della follia. Perché l’ultima volta che aveva previsto il futuro, Lindley era morta. Sono passati quindici anni. Ma la scomparsa dell’amata zia Eva, la donna che l’ha allevata, la costringe a fare ritorno, a ripercorrere quella strada troppe volte dimenticata. Per trovarla, Towner non ha altra scelta: deve affrontare il segreto che la lega indissolubilmente a Lindley. Un segreto che affonda le radici in un passato inconfessabile che molti, nel clan Whitney e nella chiusa comunità di Salem, hanno cercato di rimuovere. Dalla madre di Towner, May, una donna dura e solitaria, che vive su un’isola sperduta, alla fragile Emma, marchiata da una ferita indelebile, alle eclettiche signore con il cappello rosso, fino a Cal, un ambiguo predicatore. Quando il corpo di Eva viene restituito dalle onde e un’altra ragazza scompare, Towner capisce di essere precipitata di nuovo nell’incubo di quella calda estate di quindici anni prima. Circondata dalle chiacchiere e dai sospetti, non può fare affidamento che su se stessa. Ora più che mai tutto dipende da lei. È questa l’eredità che Eva le ha lasciato: scrutare il futuro e distinguere vero e falso, tra odio e amore, tra realtà e sogno. Solo allora il velo che offusca il suo destino finalmente si solleverà.

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