Oggi è la Giornata della Memoria, prodi seguaci, e volevo parlarvi di Paragraph 175, il documentario che nel 2000 ha portato l’attenzione del mondo su una pagina accuratamente ignorata della storia delle persecuzioni naziste: quella dello sterminio degli omosessuali (per lo più uomini, le lesbiche erano considerate “curabili”).

«Sono cresciuto in un Paese in cui due generazioni fa sono stati perseguitati, mandati nei campi di concentramento e molte altre persone sono state uccise. Io non sapevo niente al riguardo. Non sapevo niente del mio passato. Ho avuto bisogno di molto tempo per rendermi conto che alcune di queste persone potevano essere ancora vive. In un certo senso è un po’ troppo tardi, dopo cinquant’anni, dire loro che improvvisamente le loro storie sono importanti. Per tutta la vita si sono sentiti dire: “Qualsiasi cosa tu abbia passato non vogliamo sentirla”. E adesso? Dovrebbero crederci? Non penso proprio.» – Klaus Müller

Ero partita con l’intenzione di dire un sacco di cose, ma è difficile mettere nero su bianco il nodo alla gola, le lacrime e il mal di stomaco che suscita nello spettatore Paragraph 175.

«Io ho giurato che non avrei mai più dato la mano a un tedesco. Lo so che è terribile: lei non può capire, perché non è della mia stessa generazione. È questa la difficoltà tra noi oggi. Lo so che lei sta cercando in tutti i modi di capirmi; io sto cercando di non ferirla. Ma è veramente difficile parlare di quel periodo.» – Pierre Seel

Il fatto è che non c’è solo un terribile passato: ci sono anche anni di silenzio e iniquità e un presente che si ostina a non voler dare pari dignità a tutti gli esseri umani. Se la Giornata della Memoria serve a far sì che certe tragedie non accadano mai più, non mi pare che ce la stiamo cavando granché bene: continua a essere ancora troppo popolare disumanizzare le minoranze, gli stranieri e tutti gli “indesiderabili”.

«Era un periodo bruttissimo. Non si riusciva a trovare lavoro e l’inflazione era alle stelle. All’inizio non ci credevamo. Ci scherzavamo sopra. Non pensavamo che uno come Hitler avrebbe trovato delle persone che lo sostenessero. Promesse, promesse! Gli hanno creduto.» – Annette Eick

Paragraph 175 è un documentario che ridà voce a chi a lungo non l’ha avuta e si premura di rispettare le pause e i silenzi, le gioie dei primi amori e le lacrime per chi si è perduto e per ciò che si è visto e vissuto.

«Ha mai raccontato a suo fratello o a sua madre cosa era successo nei campi di concentramento?»

«Non ne ho mai parlato con mia madre. Avrei forse potuto parlarne con mio padre, ma…»

«Perché no?»

«Avevo vergogna. Anche mia madre non mi ha mai detto niente. Ognuno ha sopportato. In silenzio.» – Heinz F.

«Pensa che io riesca a parlarne? Che mi faccia bene parlarne? Per me è troppo, Klaus. Non ne voglio più parlare. Basta. Io provo vergogna per l’umanità. Una vergogna, uno schifo.» – Pierre Seel

Se comprendere tutto questo per noi oggi è impossibile, come diceva Primo Levi, conoscere cosa è accaduto è fondamentale.

Buon fine settimana, prodi seguaci.

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