Buon lunedì, prodi seguaci!

Le vacanze sono ormai finite per tutt* e ci tocca ritornare al solito tran-tran… quindi non c’è niente di meglio che iniziare la settimana con l’incipit di Addio, e grazie per tutto il pesce di Douglas Adams, il quarto volume della Guida galattica per autostoppisti!

Lontano, nei dimenticati spazi non segnati sulle carte del limite estremo e poco à la page della Spirale Ovest della Galassia, c’è un piccolo e insignificante sole giallo.

A orbitare intorno a esso alla distanza di circa centoquarantanove milioni di chilometri c’è un piccolo, trascurabilissimo pianeta verdazzurro le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive da credere ancora che gli orologi digitali siano una brillante invenzione. Questo pianeta ha – o aveva – un problema, e il problema era che la maggior parte dei suoi abitanti era quasi costantemente infelice.

Per rimediare al guaio furono suggerite varie proposte, ma queste concernevano per lo più lo scambio continuo di pezzetti di carta verde, un fatto indubbiamente strano, visto che tutto sommato non erano i pezzetti di carta verde a essere infelici.

E così il problema restava inalterato: un sacco di persone erano meschine, e la maggior parte erano anche infelici, perfino quelle fornite di orologi digitali.

Erano sempre di più coloro che pensavano che fosse stato un grosso errore smettere di essere scimmie e abbandonare per sempre gli alberi. E alcuni arrivavano a sostenere che fosse stata una mossa sbagliata perfino emigrare nella foresta, e che gli antenati non avrebbero mai dovuto lasciare gli oceani.


La vita, l’Universo e tutto quanto, il terzo volume della saga Guida galattica per gli autostoppisti, si concludeva con il protagonista, Arthur Dent, in possesso del prezioso Messaggio Finale di Dio alle Sue Creature. Ma, avendolo sbadatamente dimenticato, Arthur ricorre a ogni espediente per cercare di ricordarselo. Tutto si rivela inutile: il Messaggio è proprio dimenticato. Addio, e grazie per tutto il pesce, quarto episodio dell’epopea, ci riserva la sorpresa di un’inaspettata ricomparsa. Infatti, dopo otto anni di folle girovagare per lo spazio, Arthur e i suoi compagni tornano sulla Terra, decisi a trovare, oltre al messaggio divino, la risposta a due altri quesiti di primaria importanza: cos’è successo esattamente il giorno in cui è stato demolito il pianeta per lasciare spazio ad una circonvallazione iperspaziale? Perché i delfini sono scomparsi con largo anticipo rispetto all’avvenimento?

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