Il messaggio di amore e di fiducia nell’uomo viene affidato in questo racconto (1844) alla voce delle campane, vecchie compagne dello sparuto, affamato Trotty Veck, perennemente in attesa di messaggi o pacchi da recapitare. Divenute immense spettrali figure, lo guidano attraverso il difficile cammino dell’apprendimento, additando nella sfiducia verso l’umanità la sua colpa. Gli scorrono davanti agli occhi le immagini di un futuro amaro e senza riscatto, in cui gli esseri amati si degradano nella miseria, nella prostituzione, nel crimine. In un incerto equilibrio tra la vita e la morte il racconto consente, sin quasi alla fine, una doppia lettura: visione d’incubo di un futuro possibile; oppure “realtà” di cui Trotty, ormai spettro, viene messo al corrente. Il finale serve al personaggio e allo scrittore, per prefigurare una marea del Tempo che spazzi via come foglie i sopraffattori.


Se in Canto di Natale la denuncia sociale levava la sua voce in una storia piena di magia e meraviglie, in Rintocchi (o Le campane) il meraviglioso lascia presto spazio a tutto l’orrore nel quale può farci sprofondare la povertà.

Questa volta il protagonista è un pover’uomo chiamato Trotty che, dopo essersi mangiato forse un po’ troppa trippa, si ritrova in una visione onirica dove vede cosa accadrebbe se la sua amata figlia finisse per non sposarsi con il suo innamorato.

E perché mai non dovrebbero sposarsi, due così bravi giovani? Trotty si era lasciato influenzare da un giudice di pace dedito ai principi elementari dell’economia politica, ai fatti e alle cifre (possibilmente avulse da ogni contesto), il quale aveva dato un parere negativo alle nozze a causa dell’estrema povertà delle due famiglie: cosa ci avrebbero guadagnato, infatti, a unirsi? Avrebbero unicamente sommato le loro miserevoli condizioni, finendo per essere ancora più indigenti e per mettere al mondo altri disgraziati, dei quali poi il giudice di pace avrebbe dovuto occuparsi per mantenere l’ordine. Una vera seccatura!

Il povero Trotty ci crede: d’altro canto, che ne sa lui? Lui è un ignorante, è cattivo, così cattivo da non riuscire nemmeno a provvedere adeguatamente alla famiglia: come fa a sapere cosa è bene e cosa è male?

Meno male che la scena si svolge al di sotto delle campane (o dopo una rimpinzata di trippa, chissà!), che decidono di suonarne quattro al credulo Trotty, sconvolgendolo con tre visioni, così come Scrooge era stato visitato dai tre spiriti del Natale passato, presente e futuro. Solo che le visioni di Trotty sono decisamente più angoscianti e il finale ci lascia pure il dubbio su quale sia stata la loro esatta natura…

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