Gli abitanti meccanici del pianeta Krikkit sono stufi di guardare il cielo stellato sopra le loro teste, con tutto quell’inutile, monotono scintillio. Così decidono, semplicemente, di distruggerlo, facendo scomparire l’intero universo. Solo cinque individui possono opporsi ai loro folli piani: il terrestre Arthur Dent, viaggiatore dello spazio e del tempo, con il suo inseparabile amico alieno Ford Prefect, che, giusto per provare una nuova esperienza, decide di andare fuori di testa; insieme a loro l’indomabile Slartibartfast, vicepresidente della Campagna per il Tempo Reale che viaggia su un’astronave alimentata dal comportamento irrazionale; il mostruoso Zaphod Beeblebrox, dotato di due teste e tre braccia, e la sensualissima Trillian. Per la strana brigata inizia così un’altra pazzesca avventure…


Dal titolo molto allettante una si sarebbe aspettata di trovarvi finalmente qualche informazione riguardo alla Domanda Fondamentale sulla Vita, l’Universo e Tutto Quanto, quella alla quale si risponde con Quarantadue. In effetti, è così, anche se le informazioni non sono del tipo che ci saremmo aspettati: d’altro canto siamo nell’universo letterario di Adams, quindi cosa potrebbe esserci mai di lineare?

Infatti, spunta una nuova minaccia all’esistenza dell’Universo (e di chi ci vive): i Krikkitesi, persone amabili che credono «nella pace, nella giustizia, nella morale, nella cultura, nello sport, nell’etica familiare e nella distruzione di tutte le altre forme di vita». Non so a voi, ma a me pare una filosofia piuttosto in voga negli ultimi tempi…

Che si fa allora? Be’ pare che i maschietti, intesi come classici eroi/antieroi che in qualche modo di solito salvano la situazione, questa volta siano in difficoltà. Pare, infatti, che non abbiano proprio capito la situazione di Krikkit e dei suoi abitati, come invece pare aver compreso Trillian.

Tutti dietro alla guida di Trillian stavolta? No. Come mai, visto che è l’unica ad avere le idee chiare? È una donna e per le donne, si sa, è difficile essere prese sul serio in certi contesti. Quindi la vediamo sempre pensierosa a lanciare frasi sibilline che non stuzzicano la curiosità di nessuno, e perfino mentre rivela le vere macchinazioni su Krikkit Zaphod non trova di meglio da fare che commentare con un «Povera ragazza, non avrei mai dovuto lasciarla sola». Salvo che la povera ragazza se la caverà egregiamente da sola…

La Vita, l’Universo e Tutto Quanto, terzo volume di una trilogia in cinque libri, ci parla di Verità (con la quale pare abbiano a che fare delle rane), di Party lunghissimi (divertenti per chi ci va, un po’ meno per chi fornisce le risorse) e della Noia della vita eterna (che porta Wowbagger l’Eterno Prolungato in giro per l’Universo a insultarne uno per uno gli abitanti) più un sacco di altra roba che Adams riesce, non si sa bene come, a infilare tra le pagine.

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