Nel 1949, l’ingegnere aeronautico dell’aviazione americana capitano Ed Murphy, osservando l’andamento dei propri esperimenti ebbe a dire: “Se qualcosa può andar male, lo farà”. Prova della ‘verità’ di questa affermazione è il fatto che Ed Murphy, nel giro di pochi anni è diventato famosissimo in tutto il mondo: non per le sue scoperte in aeronautica, del resto inesistenti, ma per quella frase, che immediatamente si diffuse sotto il nome di “Legge di Murphy”. Oggi “la legge di Murphy” in America è talmente famosa da comparire nei dizionari, come: “Il principio per cui qualsiasi cosa possa andare male lo farà” (Fank and Wagnalls, “Standard College Dictionary”). Laboratori, uffici, circoli di golf, redazioni, banche, palestre, università, biblioteche, studi di dentisti, di avvocati, di fiscalisti, di ingegneri, di architetti, persino ospedali, sale operatorie, cessi sono immancabilmente tappezzati di manifesti, calendari, adesivi che ricordano la “Legge di Murphy” e le sue applicazioni. L’insieme delle Leggi e Osservazioni di cui la “legge di Murphy” è da considerarsi capostipite è stato raccolto da Arthur Bloch nel 1977 nel presente libretto, per la prima volta tradotto in italiano, dopo essere stato un bestseller mondiale. Una raccolta che è un inventario del pessimismo esistenziale, una professione di fede in leggi dell’universo volte sempre e comunque contro di noi, in un Dio che ha creato l’uomo essenzialmente per ridere alle sue spalle. Un libro, però, che ci offre anche l’antidoto più antico e sicuro contro l’irritazione e il malumore: la sana, vecchia risata.


Se qualcosa può andare male, lo farà: questa è la famosa legge di Murphy, il punto di partenza della scienza della sfiga che in questo libretto Arthur Bloch ha raccolto “scientificamente” in leggi, assiomi e corollari.

La Murfologia, ormai, la conosciamo tutti: alzi la mano chi non ha mai detto cose tipo “Ti pareva che la fetta non cadesse dal lato imburrato!” – o a chi non è capitato di dover imprecare in lungo e in largo per pulire il burro&co lasciato da una fetta imburrata caduta. Personalmente, potrei raccontarvi storie davvero raccapriccianti che hanno come protagonisti una tazza di tè e una tastiera del computer…

In effetti, è quello che accade mentre si legge questo libro. Legge dopo legge, corollario dopo corollario, ci si ritrova a sorridere di quelle volte nelle quali la Legge di Murphy ci ha colpito con implacabile precisione e non ci è difficile immaginare che tornerà a farlo (e questo forse ci fa sorridere un po’ meno).

L’ho trovata una lettura divertente, simpatica e sorprendentemente saggia a tratti, adattissima per un momento di relax, visto che si legge in un soffio.

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