{Mia traduzione dell’articolo di Shae Collins originariamente pubblicato su Everyday Feminism il 3/08/2016 con il titolo “5 Affirmations for Asexual People Struggling with Self-Acceptance”}

Fonte: https://asexualspectrumspector.tumblr.com/

A essere perfettamente onesta, l’asessualità non è un orientamento che ho abbracciato prontamente quando ho realizzato che la definizione combaciava con la mie esperienza.

Per circa due anni, ne ho fatto esperienza e ho scandagliato il web in cerca delle ragioni per le quali non ero interessata e qualche volta anche disinteressata al sesso.

L’asessualità mi ha attraversato la mente, ma erano saltate fuori diverse ragioni per le quali non potevo essere asessuale:

  • Non avevo abbastanza esperienza con il sesso per saperlo con certezza

  • Penso che alcune persone siano carine

  • Non sono una pianta

  • Non volevo essere asessuale

L’ultima ragione era la chiave del perché mi fossi trattenuta dall’esplorare la verità sul mio orientamento sessuale per un po’ di tempo.

Ero spaventata di essere asessuale. Ero preoccupata di come avrei fatto funzionare la mia relazione romantica. Avevo paura che mi stessi perdendo qualcosa della quale le persone andavano pazze. Temevo seriamente che ci fosse qualcosa di sbagliato in me. Così ho continuato la mia ricerca per scoprire cosa fosse questo qualcosa.

Dopo aver provato con qualche regalo dai sex shop, dopo aver esplorato il mio corpo tramite diagrammi e spiegazioni terra-terra nei libri dedicati alla salute delle donne, e dopo aver chiesto al mio ginecologo se tutto sembrava normale “laggiù” (perché ero certa fosse un problema fisico), e non avendo trovato risultati in questo senso, alla fine mi sono arresa all’idea di essere asessuale.

Qualche volta, questa scoperta è un sollievo per gli/le asessuali che alla fine capiscono perché sono divers*. Questo non è stato il mio “momento a-ah”.

Il mio momento è arrivato più tardi, quando ho imparato da altr* asessuali che non sono sfortunata o sbagliata. Mi hanno insegnato a essere fiera di essere diversa. E hanno usato l’umorismo per farsi beffe degli stereotipi sugli/sulle asessuali.

Attraverso la riflessione e la comunità, sono venuta a patti con la mia asessualità.

Ma onestamente non posso dire di essere sempre al 100% fiera della mia asessualità. Non sempre sanguino viola, grigio e nero. Ora come allora, si insinuano vecchie insicurezze e devo cambiare la mia prospettiva.

Per fare questo, uso le affermazioni.

Siccome frequento una comunità spirituale (chiesa) “new age-y” che giura su di esse, non sono estranea alle affermazioni.

Le uso quasi ogni mattina per iniziare la mia giornata. Sono utili quando devo fare dei passaggi di carriera, quando sono preoccupata per la mia situazione finanziaria, o quando dubito della mia abilità di avere successo in un progetto su cui sto lavorando.

Ho scoperto che, quando siamo in dubbio, le affermazioni ci ricordano della verità su chi siamo. Così applicarle alle preoccupazioni sull’orientamento sessuale è stata una scelta naturale.

Chiunque può usare le affermazioni per aiutarsi a far tacere i pensieri negativi e sostituire le paure con dichiarazioni di empowerment che dicono la verità.

Quando l’umorismo asessuale non riesce a strapparmi un sorriso, le affermazioni fanno il loro lavoro.

Provate queste cinque affermazioni se siete alle prese con l’accettazione della vostra asessualità, o avete bisogno di ricordarvi della verità di tanto in tanto.

1. Sono complet* e a posto – così come sono

La famiglia, gli/le amic*, i media, e anche le lezioni di educazione sessuale spesso rafforzano l’idea che il sesso sia normale e che tutt* lo facciano. Così quando racconti alle persone dell’asessualità, potresti incontrare risposte tipo, “devi controllare i tuoi ormoni”, “hai parlato con un terapista di questo”, e la mia nuova favorita, “il tuo chakra sacrale potrebbe essere chiuso”.

I/Le nostr* amic* e la nostra famiglia hanno buone intenzioni, ma qualche volta non capiscono abbastanza l’asessualità da fornire il supporto necessario.

Non capiscono che la nostra società ci insegna che il sesso è normale (sebbene a volte impariamo che va bene solo all’interno di un matrimonio eterosessuale).

Queste false idee fanno ripensare o mettere in dubbio ad alcune persone asessuali le loro opinioni su loro stesse e le fanno preoccupare del fatto che ci sia qualcosa di sbagliato in loro.

Tuttavia, mentre la sessualità viene studiata sempre di più, più persone stanno iniziando a capire che la sessualità è complessa, e che ci sono diverse identità e forme di espressione. L’asessulità è uno degli orientamenti meno conosciuti, ma questo non significa che non esista.

L’asessualità è un’esperienza reale.

La verità è che l’asessualità non è un disordine, una malattia, un indizio sul fatto che hai bisogno di rivolgerti a uno psicoterapeuta, qualcosa che ti sei inventato. Non c’è niente di sbagliato in te. Non hai bisogno di una cura perché non sei malato.

La tua esperienza è valida.

2. Sono degn* di una relazione romantica se scelgo di averne una

Quando all’inizio ho saputo della mia asessualità, mi sono preoccupata dei suoi effetti sulla mia relazione romantica. Ho fatto fatica a trovare interesse nel fare sesso con il mio ragazzo. Avvertivo l’intero processo come un compito così scoraggiante che tendevo a evitarlo.

Per questa ragione, ho dato al mio ragazzo diverse vie d’uscita, preoccupata che stesse ancora con me solo perché non voleva essere quel “coglione” che scarica qualcuna solo perché non vuole andare a letto con lui. Alle volte gli ho detto che avrebbe dovuto trovare qualcuno con il quale fosse più sessualmente compatibile. Quasi ogni mese, gli avrei ricordato che capivo se voleva rompere perché non potevo avere sesso con lui spesso come sarebbero state in grado di fare altre partner.

Pur pensando che affrontare i bisogni sessuali in una relazione sia importante, mi sono resa conto di aver continuamente tormentato il mio ragazzo sul lasciarci perché non mi sentivo degna di stare in una relazione romantica.

Mi sentivo così perché non sarei in grado di soddisfare gli appetiti sessuali di certi uomini, non ero da appuntamenti e chiunque volesse uscire con me probabilmente avrebbe fatto meglio a farlo con qualcun altro. (Non contavo di trovare un partner asessuale, visto che trovare qualcuno compatibile con me nell’1% della popolazione mondiale sarebbe stato difficile).

Sono arrivata a scoprire che alcune persone, come il mio ragazzo, e come molti partner allosessuali di altre persone asessuali, sono disponibili a essere flessibili e a fare compromessi per altri fattori all’interno della relazione.

Certamente, il sesso non è l’unica ragione per la quale le persone rimangono o lasciano una relazione. Personalmente, anche gli obiettivi di vita, la spiritualità, la chimica in generale, e diversi altri fattori giocano un ruolo.

Di sicuro, ci saranno delle sfide nelle relazioni con partner con bisogni sessuali non corrispondenti, ma ci sono sfide in ogni relazione. Qualche volta funziona, altre volte no.

In entrambi i casi, essere asessuale non ti esclude dall’essere un* partner romantic* compatibile.

3. Mi sono fatta le mie idee su come dovrebbe essere la mia relazione

Devo ammettere di avere una paura che non ho ancora completamente sconfitto: la paura che a causa della mia asessualità non sarò mai la “ragazza dei sogni” di qualche uomo. Sì, so che è una paura altamente problematica e non-così-progressista, principalmente ispirata dalla ancor più problematica e degradante musica che ascolto. Sì, la femminista che è in me alza gli occhi ogni volta che penso a questa paura, e vuole toglierla dall’articolo.

Ma per amor d’onestà, devo ammettere che qualche volta penso che essere asessuale diminuisca le mie capacità di frequentazione e le mie possibilità di avere una relazione riuscita.

Ovviamente, le mie idee sugli appuntamenti e su come dovrebbe essere la mia relazione non dovrebbero essere ispirate dalla canzone di 2 Chainz. Ma neanche queste stesse idee dovrebbero essere uguali a quelle della società, cioè che il sesso è un’importante e salutare componente di una relazione romantica.

Quest’idea diffusa può innescare un altro timore con il quale talvolta si confrontano gli/le asessuali: quello di non poter mai avere una relazione romantica “normale”, “salutare” o “valida”.

Mentre alcun* asessuali sono perfettamente a loro agio nel fare regolarmente sesso, o ogni tanto, alcun* di noi preferiscono evitarlo.

Le nostre relazioni potrebbero non sembrare come le grandi relazioni che vediamo nelle nostre sitcom preferite (anche Big Bang Theory ha delusa molt* asessuali nel ritrarre Sheldon, il personaggio che molt* di noi avevano preso per un asessuale aromantico).

Tuttavia, le nostre relazioni sono personali. Possiamo definirle nel modo che vogliamo. Se siamo felici in una relazione senza sesso, dovremo apprezzare quella felicità. Se le relazioni aperte o le relazioni con più partner per noi funzionano, è grandioso. Se stiamo bene a fare sesso ogni tanto, anche questo funziona. Se ci piace il sesso, va perfettamente bene.

È più importante essere felici e a proprio agio nelle nostre relazioni che sforzarci di crearne di “normali”.

Le nostre relazioni non devono entrare nello stampo di ciò che è considerato normale per essere valide.

4. Mi è ancora permesso di dire “no”

Per fortuna, non ho mai avuto un partner che mi facesse pressioni per fare sesso. Ma ho sentito una certa pressione interiore basata su quello che pensavo avrei dovuto fare.

Avevo paura che dicendo “no” non avrei avuto quella relazione normale e piena di sesso che la società ritiene salutare e naturale. Avevo paura che dicendo “no” avrei messo a repentaglio la possibilità di avere una buona relazione.

E sebbene non sia mai stata costretta, sentivo il sesso come obbligatorio.

Ero dell’idea che il sesso fosse un requisito per una relazione, così mi sentivo in colpa a dire no.

Mi sentivo in colpa quando non avevo voglia di fare sesso e criticavo me stessa le volte in cui mi sentivo scoraggiata dal sesso. Facevo pressioni su me stessa.

Ma la verità è, il sesso non è obbligatorio. Nessun@ dovrebbe sentirsi obbligat* a fare sesso perché la nostra società dice che è normale.

Alla fine, ho imparato ad ascoltare i miei sentimenti. Faccio sesso quando voglio, altrimenti non lo faccio. E non mi critico per questo.

Avere un orientamento sessuale che la nostra società considera innaturale o che neanche riconosce significa ricevere un sacco di messaggi che vanno contro il nostro naturale modo di essere.

A volta dobbiamo smettere di ascoltare le false verità sulla sessualità e permetterci di ascoltare i nostri stessi sentimenti.

Abbiamo il diritto di dire no tutte le volte che vogliamo.

5. Sono asessuale a sufficienza

Ogni volta che sono su un forum o un blog di asessuale, vedo molt* asessuali preoccupat* di poter rientrare o meno nella definizione di asessuale.

Se ti identifichi come asessuale, allora probabilmente lo sei. Non ci sono una lista o dei prerequisiti che devi soddisfare per essere un asessuale certificat*.

Non importa se non vi masturbate, se avete una malattia, se siete sessualmente attiv*, se vi piace il porno, o se non siete aromantic*. Non importa se un* altr* asessuale vi dice che non potete far parte del club perché la sua asessualità non assomiglia alla loro.

L’asessualità è uno spettro, e c’è molta diversità nella comunità.

Sì, a volte le persone che all’inizio pensavano di essere asexy si rendono conto per una ragione o l’altra di non esserlo. Va bene. La sessualità non è nera o bianca. È complessa, e qualche volta fluida. Ci sono un sacco di aree grigie. E prima abbracciamo queste complessità, prima possiamo essere comprensivi nei confronti di noi stess* e delle varie identità.

***

L’etichetta “asessuale” ha potere.

Quando ho imparato (e accettato) che c’era un nome per la mia esperienza, ero più capace di capire cosa stessi attraversando. Ho imparato che l’asessualità è un’identità, non un indicatore di poca salute. Ho imparato che ci sono un sacco di persone là fuori che hanno esperienze simili alle mie. Mi hanno insegnato l’amore per me stessa e l’orgoglio asessuale. Questa consapevolezza mi ha aiutata ad accettare di più la mia esperienza.

Ho usato queste affermazioni per aiutarmi in momenti di insicurezza. Ho anche delle affermazioni tutte personali: “Non importa come mi sento oggi, sono intera, perfetta e completa. La mia asessualità non mi è in alcun modo d’ostacolo. È un dono. Amo appieno me stessa e sono grata per la mia meravigliosa vita.”

E quando non mi sto ripetendo le mie affermazioni, prendo ispirazione dalla dose di orgoglio asessuale che mi arriva tramite battute dai social media. Non mi interessa granché la piega di “giochi di parole divertenti” che spesso prendono le battute asexy. Ma di recente mi sono imbattuta in una su Tumblr che mi ha fatto ridacchiare:

«“Sentimenti romantici, amore e sesso sono parte della natura umana.”

Asessuali e Aromantic*: *si guardano a vicenda*

Divinità?

Divinità.»

Battute come queste, insieme agli/alle sessuali orgoglios* online, mi ricordano che vado bene così come sono. Se avete bisogno di sito che vi ispiri buoni sentimenti asexy, visitate Affirm-ace-ions su Tumblr.

Siti come questo sono un utile promemoria che il nostro orientamento asessuale è valido.

Guardo le persone asessuali che gestiscono siti ace-positive e mi chiedo come siano arrivati ad essere degli/delle asessuali così fier*. Poi mi sono imbattuta in questo post su Affirm-ace-ions che dice:

Verrà il giorno in cui la vostra asessualità non sarà come un buco nello stomaco, una roccia sul petto, un peso sulle vostre spalle. Il mondo non sarà sempre facile da sopportare, ma troverai delle persone che ti aiuteranno a condividere il peso. Troverai una comunità. Troverai la libertà.”

Impegnarsi nelle comunità asessuali online ci ricorda che i nostri viaggi per l’accettazione di noi stess* sono vari. Qualche volta capire la propria asessualità è un sollievo, qualche volta non lo è. Va bene se qualcuno non ha abbracciato o accettato la propria asessualità.

A volte, questo processo richiede tempo. A volte si devono incontrare altre persone come noi, che ci ricordino che va bene essere asessuali e che ci ripetano affermazioni vere per rimpiazzare quelle pericolose informazioni che ci hanno insegnato sulla sessualità, e che ci insegnino a celebrare ciò che ci rende differenti.

L’amore e l’accettazione di sé sono strumenti potenti che ci liberano dal voler essere chiunque altro a parte noi stess*. Se sei in viaggio per ottenere questi strumenti, ricorda che ci sono un sacco di asessuali che fanno il tifo per te.


Shae Collins contribuisce a scrivere per Everyday Feminism. Ama educare e puntare le lenti di femminista nera sulla cultura popolare sul suo blog, awomynsworth.com. È stata pubblicata su Ms. Magazine, For Harriet, e Blavity. Ridete con lei su Twitter @ShaeCWrites.

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