Buon mercoledì, prodi seguaci!

Oggi ho deciso di usare impropriamente Pagine sullo schermo per parlarvi di un film che mi piace tanto, ma non è tratto da nessun libro. Diciamo, però, che ogni film prende vita da una sceneggiatura scritta e quindi è “figlio” di un tot di pagine. E in questo blog non si fanno discriminazioni tra pagine! 😀

Devo anche specificare di non saper assolutamente parlare di film, un po’ perché non l’ho mai fatto (a parte scambi d’opinione tra amic*, s’intende), un po’ perché sono deplorevolmente ignorante in merito. Quindi questo è pure una specie di esperimento per vedere quel che sorte fuori.

Alloooooooora, cominciamo a parlare di Pride, film del 2014 diretto da Matthew Warchus. Le vicende raccontate sono ispirate da una storia vera: nel 1984, durante lo sciopero dei minatori britannici contro la decisione del governo di Margaret Thatcher di chiudere venti siti estrattivi, con la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro, l’attivista per i diritti gay Mark Ashton pensò di raccogliere fondi per supportare la protesta, formando l’LGSM, Lesbians and Gays Support the Miners.

Trovate la “a” mancante! 😀

Nel film si fa vedere come i rapporti tra minatori e omosessuali partano con tutta la diffidenza che ci si può aspettare, ma fin da subito si pone l’accento su un aspetto diverso: la solidarietà tra oppressi.

Quello che ci avete dato è più del denaro, è vera amicizia. Quando fai una battaglia con un nemico tanto più forte, tanto più grande di te, scoprire di avere un amico di cui non conoscevi l’esistenza è la più bella sensazione del mondo.

Da soli, specie se si conta quanto il due a briscola quando l’asso è in tavola, non si va da nessuna parte: si prendono legnate dalla polizia e si torna a casa ogni giorno più pesti. È vero, unirsi non rende più facile o automatica la vittoria, ma certo perdere tempo a “fare a gara” a chi è più oppresso e merita più attenzione da parte di chi detiene il potere non vi farà guadagnare punti – tranne forse far sghignazzare chi si ostina a negare diritti a destra e a manca.

Detto questo, non immaginatevi qualcosa di noioso e pieno di retorica: Pride è e rimane uno dei film più divertenti che abbia mai visto. Anzi, direi che è un sapiente mix di tristezza e gioia, con dei meravigliosi momenti dove gesti e sguardi contano più di qualunque altisonante discorso.


Mentre lo vedete (se lo vedrete), non dimenticatevi di cosa può passare chi non è accettato per quello che è o viene deriso per i legittimi diritti che rivendica per se stesso: lo sbalordimento di essere aiutati da chi non avremmo mai pensato potesse farlo è una (piacevole) costante del film.

Buona visione! 😀

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