Il bosco come universo narrativo e i suoi animali come protagonisti. Questa è la chiave dei racconti di Rigoni Stern, una chiave che può aprire le porte di etologie minime come quelle di aspre epopee. Sono storie di caprioli sperduti, di cani “dai segreti amori”, di misteriosi gufi delle nevi, di ghiri e lepri in fuga, di api il cui operare quotidiano ha realmente qualcosa di epico. Sono storie a volte commoventi a volte un po’ barbare, ma la violenza che vi alberga, lo stesso senso di morte che sovente le domina, si saldano ai meccanismi millenari della natura e perdono ogni significato angoscioso. Perché il male, sembra dire Rigoni Stern, è solo dell’uomo, quando dimentica o disprezza o distrugge gli equilibri del bosco.


Il libro degli animali è una raccolta di storie che hanno come protagonisti non solo gli animali delle Alpi, ma anche gli uomini e le donne che abitano a contatto con questi animali.

Se amate la natura, la montagna, o state semplicemente maledendo il caldo estivo e sognate fresche temperature d’alta quota, Il libro degli animali fa per voi. È un po’ come avere accanto a voi un nonno che vi racconta delle sue “avventure” montane e delle storie che circolano in paese sui fatti capitati ad altr*.

Rigoni Stern, del quale non ho letto null’altro, nemmeno il suo celeberrimo Il sergente nella neve (ma provvederò), ha il piglio del narratore di storie, di quelli che ti accompagnano con la voce o la parola scritta dovunque vogliano, e tu li segui volentieri.

Infine, una nota di merito per Xavier de Maistre che ha illustrato questa edizione: le tavole sono bellissime, con animali resi in maniera realistica e con il gusto di un tempo antico. Un po’ come le storie che accompagnano.

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