Buon mercoledì, prodi seguaci!

Questa settimana (venerdì 22 e sabato 23, per la precisione) cadono gli anniversari delle morti di Cervantes e Shakespeare: son quattrocento anni che questi due pilastri della letteratura mondiale ci hanno lasciato e che le loro opere deliziano lettori e lettrici.

L’idea di partenza era: mi rileggo le loro opere, le recensisco e celebro l’anniversario come si deve. Seeeeeee, come no! Ho ridimensionato e ho deciso di fare un tranquillo post sulle mie edizione delle opere dei due autori.

Iniziamo dal buon vecchio Shakespeare, che è stato il primo autore del quale abbia visto qualcosa rappresentato a teatro. È stato così tanto tempo fa che manco mi ricordo che cos’era: so solo che era una delle commedie…

Comunque, partiamo da due edizioni Mondadori di Re Lear e Otello. Nonostante siano edizioni economiche facilmente deperibili, mi piace molto questa grafica degli Oscar Mondadori.

Poi ho quattro edizioni Garzanti, che, oltre a essere più economiche di quelle Mondadori, mi paiono più resistenti (o perlomeno dimostrano meno la loro età). Non so dirvi di traduzioni e saggi introduttivi/note perché sono dettagli che proprio non ricordo. Le edizioni Garzanti hanno una copiosa biografia dell’autore e prefazione, però.

Naturalmente tutte queste edizioni (Garzanti e Mondadori) hanno il testo originale a fronte.

Adesso vi presento il pezzo forte (visivamente parlando): due edizioni di quelle che fanno bella mostra di sé, ma in effetti non sono granché dentro. Non hanno note, introduzioni o testo a fronte, ma ehi! Son tanto belle da vedere!

In Commedie ci sono La tempesta, Le allegre comari di Windsor, La bisbetica domata e Il mercante di Venezia; in Tragedie invece sono raccolte Amleto, Romeo e Giulietta (come da copertina) e Macbeth.

E ora veniamo a Cervantes, del quale ho due edizioni del suo Don Chisciotte, tutte e due molto gradevoli alla vista.

Questa è la più bella e contiene anche le illustrazioni di Gustave Doré. Il problema è che il romanzo è stampato in due colonne per pagina con un carattere minuscolo (tip0 8 o inferiore) e non ho mai avuto il coraggio di sciropparmelo per le sue circa ottocento pagine…

Anche quest’altra non ha una dimensione di carattere proprio amichevole, ma è decisamente più leggibile e ho sempre finito per leggere questa edizione. Inoltre, questa possiede qualche dettaglio biografico dell’autore, un breve quadro storico e culturale e una piccola descrizione dell’opera.

E questo è quanto. Fatemi sapere se anche voi avete varie edizioni delle opere di questi due autori e cosa ne pensate.

A presto! 🙂

Advertisements