Paradise, blooded daughter of the king’s First Advisor, is ready to break free from the restrictive life of an aristocratic female. Her strategy? Join the Black Dagger Brotherhood’s training center program and learn to fight for herself, think for herself…be herself. It’s a good plan, until everything goes wrong. The schooling is unfathomably difficult, the other recruits feel more like enemies than allies, and it’s very clear that the Brother in charge, Butch O’Neal, a.k.a. the Dhestroyer, is having serious problems in his own life.

And that’s before she falls in love with a fellow classmate. Craeg, a common civilian, is nothing her father would ever want for her, but everything she could ask for in a male. As an act of violence threatens to tear apart the entire program, and the erotic pull between them grows irresistible, Paradise is tested in ways she never anticipated—and left wondering whether she’s strong enough to claim her own power…on the field, and off.


Siete pront* a leggere un altro mio delirio su un libro di J.R. Ward? Qualora vi foste pers* le puntate precedenti, io non riesco a recensire i romanzi della Confraternita (e questo vale anche per lo spin-off, evidentemente), ma mi limito a farneticare un po’. Portate pazienza, vi prego, poi tornerò normale. O quantomeno, normale per i miei standard.

Cominciamo dalla copertina. Che è una merda. Sul serio, sembra la locandina di un brutto film porno. Se non conoscessi la Ward, non avrei letto questo libro nemmeno tra un milione di anni (il che vale anche per le copertine italiane, soprattutto le prime, ma per fortuna mi convinco spesso ad andare oltre le apparenze).

Quindi iniziamo a parlare della sostanza. Il romanzo è incentrato sulla storia tra Craeg e Paradise, che abbiamo già incontrato nella serie principale, e sull’inizio del nuovo corso di addestramento per nuove reclute per la guerra contro i lesser. Conosciamo quindi i nuovi personaggi che andranno ad alimentare questa nuova serie spin-off, cioè Peyton (vecchia conoscenza), Axe, Boone, Novo e Anslam. Come bonus, inoltre, abbiamo scene gustose dalla vita privata di Butch, Marissa e, ovviamente, V, dato che lui e lo sbirro viaggiano in coppia.

Adoravo Paradise già dalle sue comparse nella serie principale e non si è smentita nemmeno in Blood Kiss: la ragazza non vuole essere una damigella in pericolo in attesa del principe azzurro, ma, a dispetto della sua educazione da aristocratica, vuole imparare a menare le mani per salvarsi da sola. Baylee approva. Mi piace la sua determinazione a smarcarsi dal mondo dorato ma sessista al quale sembra condannata e a imparare a muoversi su un terreno del tutto nuovo.

Craeg l’avevamo visto solo di sfuggita ed eravamo tutt* molto curios*. Si tratta di un civile determinato a entrare nel corso di addestramento per delle motivazioni non proprio nobili e che si dimostrerà una discreta testa calda, con grande piacere dei Fratelli, che quando c’è da menare le mani sono sempre in prima fila. Credo che a un certo punto Zia Ward abbia omaggiato i nostri cari, vecchi allievi – John, Qhuinn e Blay – ma non dirò di più per non fare spoiler.

Peyton, invece, era un pericoloso meh per quei discorsetti sessisti che Paradise (ma in effetti nemmeno io) non aveva buttato giù. Direi che in Blood Kiss si redime alla grande e non ce l’ho più con lui. Anzi, nel finale è stato un vero signore (Saxton approves è tutto quello che dirò per evitare spoiler).

Axe è uno di quei personaggi che mi fanno amare Zia Ward. Questa donna ha la sopraffina capacità di autocitarsi tramite la creazione di personaggi con tratti caratteriali e/o gusti simili, eppure sono tutti così sorprendentemente unici e diversi… Mi meraviglia ogni volta vedere come riesce a tenere alta la mia attenzione anche dopo quattordici (quasi quindici) libri ambientati nello stesso universo.

Di Boone sappiamo poco o niente, perché è stato l’allievo meno caratterizzato del gruppo. È assai probabile che questo non sia avvenuto per caso. Okay, qui mi sto arrampicando sugli specchi: è una serie, un’autrice mica può dirti vita, morte e miracoli di un personaggio in un solo libro!

Novo è dichiaratamente bisessuale e spero, spero, con tutta me stessa che finisca con una donna. So che è improbabile – mi pare che Zia Ward una volta abbia detto che non è brava a descrivere personaggi femminili e quindi non scriverà di una coppia lesbica – ma io ci spero lo stesso. Insomma, sono un po’ stufa di questa sovraesposizione letteraria di coppie gay nella letteratura romance: voglio pari opportunità e quindi anche coppie lesbiche!

Anslam, infine, ha preso il posto di Peyton in quanto a sessismo. C’è una sua affermazione a un certo punto che mi ha davvero fatto desiderare di fargli circumnavigare il globo a calci in culo…

Veniamo quindi alle scenette tra Butch, Marissa e V. Posso dire che sono perfette oppure ho già abusato dell’aggettivo? I motivi delle tensioni tra Butch e Marissa sono così coerenti con i loro personaggi che ancora una volta Zia Ward è riuscita a dare loro quella tridimensionalità così rara nel paranormal romance. Vogliamo poi parlare dell’amicizia tra Butch e V? Il migliore legame amicale di sempre, che a tratti mi induce occhi a cuoricino e a tratti mi fa sbellicare dalle risate.

Nell’attesa di The Beast (precisazione: per voi esce oggi, ma io ho scritto la recensione ieri) *sospira* questo è tutto. Il delirio è finito.

5 stars smaller

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