Buon mercoledì, prodi follower.

Non è stata una gran Pasqua quest’anno: parecchie famiglie in Europa come a Lahore non hanno potuto festeggiarla come avrebbero voluto.

Così, oggi voglio parlarvi di un’iniziativa libresca, la Banned Books Week 2016, che l’American Library Association promuove in difesa del diritto alla libertà di scegliere ed esprimere la propria opinione, anche se questa è poco ortodossa o impopolare, e rimarca l’importanza di assicurare la disponibilità dei vari punti di vista a chi volesse leggerli.

Le idee sbagliate andrebbero sconfitte con buone idee: vietarle o denigrarle con vuote parole le rende solo più forti. Soprattutto quando si arriva anche a uccidere chi se ne fa portatore: vale per i valori della legalità di Falcone e Borsellino e per i tizi che si fanno saltare in aria per distruggere qualunque sfumatura ci sia tra gli estremi.

Non so se in Italia esista qualcosa di simile (se ne avete notizia, vi prego di segnalarmelo nei commenti), ma ci farebbe comodo visto che negli ultimi anni si sono visti bruciare libri e vietare dei classici per bambin* a causa del terrore ingiustificato per le teorie gender. In effetti, tra le cause che spingono più di frequente a censurare i libri ci sono contenuti sessualmente espliciti, linguaggio offensivo e contenuti non adatti a ogni fascia d’età: i libri per bambin* e ragazz* sono, manco a dirlo, i più colpiti.

Ora, la Banned Books Week cade nell’ultima settimana di settembre (quest’anno dal 25 settembre al 1° ottobre), ma durante la National Library Week (dal 10 al 16 aprile) verrà resa nota la lista dei dieci libri più minacciati dalla censura o da qualche forma di restrizione alla lettura.

Naturalmente il punto di vista sarà statunitense, ma sarebbe davvero interessante avere una panoramica più vasta della censura, più o meno manifesta, alla quale i libri sono ancora tristemente sottoposti.

Mi piacerebbe molto partecipare all’iniziativa e leggere qualcosa (anche se qualcosa in effetti ho già letto), ma molto dipenderà dai titoli che usciranno (c’è chi voleva censurare Cinquanta sfumature di grigio, spero comprenderete le mie riserve sui titoli). Potrei, però, sempre buttarmi sui “classici censurabili“, quelli che non passano mai di moda e che, evidentemente, mantengono intatta la loro pericolosità.

Fatemi sapere un po’ cosa ne pensate, se conoscevate già quest’iniziativa o se vi farà piacere partecipare!

A presto! ^^

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