Buon inizio di settimana, prodi follower!

Oggi vi propongo una citazione da Tristano muore di Antonio Tabucchi che mi ha fatto compagnia in questo fine settimana molto piovoso (se mi seguite su Twitter immagino che lo abbiate capito dalle citazione postate a raffica! 😀 ).

All’improvviso mi sento stanco, mi sentivo così pimpante… deve essere questa faccenda della libertà e dell’uguaglianza… cittadino scrittore, mi pare di sentir dire, ecco i ragguagli quotidiani sull’uguaglianza forniti a tutti gli ascoltatori nella nostra libera trasmissione mattutina con i dati dell’istituto nazionale di misurazione della libertà, l’indice di borsa dell’uguaglianza oggi è in forte ribasso, dovuto al fatto che un paese un po’ più a sud del nostro, popolato da gente povera e cattiva, necessita di una lezione di libertà, e tutta la borsa si è spostata dunque a sud…

Un’estate torrida in una vecchia casa toscana, dalle finestre si vedono le antiche torri tremolanti nella calura. Qui Tristano vive la sua lunga agonia: la cancrena gli divora una gamba, i dolori sono lancinanti, la malattia si estende a tutto il corpo. Sotto gli effetti allucinatori della morfina, Tristano, vecchio, incattivito, rabbioso, racconta a uno scrittore, da lui convocato, i ricordi di una vita, i conflitti che ancora lo lacerano, i tradimenti, la sua ricerca di libertà.

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