Buon lunedì, prodi follower!

Oggi niente citazione della settimana, ché mi è balzata agli occhi una questione alla quale spero darete più pubblicità e risalto possibile.

Il 15 gennaio 2016 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale un decreto legislativo che depenalizza il ricorso delle donne all’aborto clandestino. Bene, peccato che sia un (altro) modo per nascondere la testa sotto la sabbia e non affrontare il vero (e gravissimo) problema: proprio l’aumento del ricorso agli aborti clandestini.

Non paghi della loro pavidità (stiamo già innervosendo i fondamentalisti cattolici con le unioni civili e a marzo è stata calendarizzata la legge sul fine vita: non vogliamo mica attirare troppo la loro attenzione, vero?), hanno pensato bene di far lievitare le sanzioni da “fino a lire centomila” (cinquantuno euro) a “da euro 5.000 a euro 10.000”.

Ma sì, dai, stanno cercando di far capire alle donne di non ricorrere all’aborto clandestino e, se proprio devono abortire, di scegliere un ospedale attrezzato.

Io non so come ragioni certa gente. Ma chi pensate voglia abortire mettendosi nelle mani di un* tizi* dalle dubbie competenze mediche, che magari opera in condizioni igenico-sanitarie da raccapriccio e che, se l’intervento non dovesse andare secondo i piani, ti abbandoni pure a te stessa? Ehi, non tutte insieme, mi raccomando!

Quindi tutte queste donne che ricorrono all’aborto clandestino cosa sono, pazze? No, io le chiamerei disperate. Donne che sì, si sono rivolte alle strutture sanitarie nazionali e si sono sentite rispondere nisba, qui son tutti obiettori, levati dalle palle, brutta donna sciagurata che rifiuti di assurgere al tuo ruolo di Madre.

E dovremmo anche stupirci se l’aborto clandestino è in aumento?

Le percentuali di obiettori di coscienza nel nostri ospedali fanno ribrezzo (la media italiana è del 70%, ma alcune regioni superano il 90%) e, un mesetto fa, mi sono vergognata del mio Paese leggendo questo articolo del New York Times. Anche loro constatano che l’articolo 9 della legge 194 (Gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare lo espletamento delle procedure previste dall’articolo 7 e l’effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza richiesti secondo le modalità previste dagli articoli 5, 7 e 8. La regione ne controlla e garantisce l’attuazione anche attraverso la mobilità del personale) viene disatteso costantemente e con noncuranza dal nostro SSN. Qual è, infatti, la possibilità concreta di scegliere di una donna molisana (percentuale di obiettori: 93,3%)?

Ché poi quali sarebbero le motivazioni che giustificano la possibilità di essere obiettori di coscienza oggi? Il fatto che per alcuni un’IVG sia un omicidio?

D’accordo, e allora? Mi spieghi perché hai fatto il/la ginecolog* se, tra i compiti previsti dalla legge per questa professione, c’è anche l’IVG? È come se un pacifista decidesse di fare il militare per poi rifiutarsi di sparare una volta sul campo. Non ha alcun senso. Ecco, appunto.

L’obiezione di coscienza ha senso se l’ordinamento giuridico ti impone di fare qualcosa che violi il tuo sistema di valori. Infatti, era giustamente prevista in caso di leva obbligatoria e aveva senso prevederla per coloro che erano già ginecol* al momento di entrata in vigore della 194, in modo da evitare la retroattività della legge.

Ma lo Stato non obbliga l* student* universitari* a iscriversi a ginecologia: e se scegli di fare una professione, dovresti esercitarla in ogni suo aspetto, come tutt* quant*. Volete fare i/le moralist*? Fatelo sui vostri corpi e sulle vostre vite, stronz*.

Questo pippone indignato è per spargere la voce il più possibile su quest’ennesima violenza alla libertà di scelta delle donne e per far conoscere a più persone possibili un’iniziativa lanciata da Anarkikka:

«Chiediamo allo Stato risposte adeguate contro gli aborti clandestini e non aumenti di sanzioni economiche, e quindi rivendichiamo la concreta applicazione della 194, nata per salvaguardare la salute delle donne ma ad oggi svuotata di reali tutele a causa dell’obiezione di coscienza.

Per questi motivi domani lunedì 22 febbraio [oggi] proveremo a portare all’attenzione del Presidente del Consiglio Matteo Renzi e della Ministra della Salute Beatrice Lorenzin la nostra ”obiezione” con un tweetbombing, lanciando tutte in contemporanea, dalle 12,00 alle 14,00 e dalle 19,00 alle 21,00, questo tweet:

#ObiettiamoLaSanzione No all’aggravio delle sanzioni per l’aborto clandestino @matteorenzi @bealorenzin

con allegata la vignetta qui postata.

Chiediamo a chiunque voglia sostenere queste ragioni, di unirsi a noi fattivamente, partecipando al tweetbombing seguendo le indicazioni di cui sopra.
C’è bisogno di tutt*, per un diritto di tutt*!»

Mi raccomando, twittate numeros*! ^^

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