Che cos’è il male oggi? In che modo si può dire che le sue manifestazioni, le sue spinte, le sue modalità di aggredire il tessuto del mondo e delle persone che lo abitano si siano modificate? Zygmunt Bauman, uno dei più grandi pensatori viventi, già nel 1989, con Modernità e olocausto, aveva riletto le atrocità del Terzo Reich sovvertendo l’opinione comune che si fosse trattato un «incidente» della Storia e dimostrando che invece la «società dei giardinieri» della modernità aveva raggiunto con l’olocausto il suo risultato più esemplare. In questo libro Bauman compie un ulteriore decisivo passo avanti nell’identificazione del «male» ai giorni nostri. E lo fa con una ricognizione delle tesi fallaci che si erano affermate nel Novecento (dalla «personalità autoritaria» di Adorno alla «banalità del male» di Hannah Arendt) per mostrare poi, in un corpo a corpo con le opere di Jonathan Littell e di Günther Anders, che la presa di distanza dagli esiti dei nostri atti distruttivi (resa non solo possibile, ma obbligata, dalle mirabilia tecnologiche e dalla costrizione «diversamente morale» a non sprecare armi la cui produzione ha richiesto quantità esorbitanti di denaro) contribuisce a erodere la nostra sensibilità già gravemente indebolita e oggi prossima alla cancellazione.


Giratela come volete, ma leggere qualcosa scritto da Zygmunt Bauman risulta sempre spaventosamente rigoroso e convincente. Questo ebook è lungo appena cinquantadue pagine, ma sono sufficienti a Bauman per spiegarci da dove nasca il male – o, più specificatamente, com’è che le brave persone, quegli insospettabili vicini, diventino cattive.

Archiviati cornuti esseri antropomorfi e semplificazioni del tipo “mostri che compiono atti disumani”, Bauman mette subito in chiaro che coloro che fanno del male sono esseri umani come tutti gli altri (fatto salvo per chi è affetto da patologie e disturbi). Chiamarli “mostri” è tanto rassicurante quanto fuorviante: catalogarli nella nostra mente come “altro” rispetto alla nostra umanità non ci aiuta a capire come mai sia stato compiuto quel male.

Quindi l’autore passa a descriverci brevemente – ma con grande efficacia – le teorie fin ora proposte come spiegazione delle origini del male. Sono tutte imperfette – e probabilmente lo è anche quella con la quale Bauman termina il suo saggio. Tuttavia, se anche non è la teoria ultima sulle sorgenti del male, è straordinariamente pertinente a quanto sta accadendo nella nostra contemporaneità.

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