Centauri: esseri duali. Non soltanto erano insieme uomo e cavallo, avevano una doppia natura: saggi e guaritori, ma anche violenti e stupratori. L’identità maschile è scissa in animale (fecondatore) e civile (paternità) ben più di quanto lo sia quella femminile. La sua polarità sociale non è frutto di lunga evoluzione, ma recente e culturale. Quindi, più precaria. Con lo sprofondare del patriarcato riemerge, nel pieno della postmodernità, il polo ‘rimosso’: la natura animale, simboleggiata dal cavallo. Come nel mito, irrompono patologie quale lo stupro di gruppo, sconosciuto alle specie animali, testimone di una incapacità di relazione risolta con la violenza.


Secondo il mio e-reader, questo ebook è lungo appena settantanove pagine, ma merita davvero di essere letto tanto è interessante. L’autore – Luigi Zoja – parte dai miti riguardanti i centauri e ci parla di stupri di gruppo, razzismo e cultura militarista.

Ho imparato molto leggendo questo ebook: per esempio, non sapevo che lo stupro di gruppo nasce da dinamiche psicologiche e sociali diverse dallo stupro individuale; anzi, un individuo che abbia partecipato da uno stupro di gruppo non risulterà avere una personalità da stupratore una volta sottoposto ad analisi.

Ho imparato anche molto sulle dinamiche che portano al razzismo e alla costruzione di stereotipi di razza e genere. C’è, per esempio, un paragrafo sulla costruzione dello stereotipo del nero stupratore, che porta a quella che a prima vista potrebbe sembrare preoccupazione per il benessere della donna, ma che in realtà è solo un altro modo per negare la sua umanità. Il retropensiero di questo desiderio di protezione, infatti, non è altro che un fantasticare che la donna bianca non li vorrebbe mai e potrebbe unirsi a loro solo con la violenza. Il tutto per continuare a garantirsi il proprio dominio.

Ho, infine, imparato molto sulla propaganda di guerra e sul modo in cui si è incentivato lo stupro di gruppo nei confronti del nemico sia come arma di terrore sia come coalizzante all’interno del gruppo dei militari. Infatti, fra i marines, per creare una solidarietà maschile nel gruppo, si cercava di “[uccidere] la donna che è in ognuno di loro”..

Una lettura consigliatissima, tanto più che in così poche pagine riesce a riassumere così tanti fatti e nozioni.

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