Buon lunedì a tutt*! Spero che abbiate iniziato l’anno alla grande!

Io ho sicuramente iniziato con una lettura molto interessante targata UTET: sto parlando di PERV. Viaggio nelle nostre perversioni di Jesse Bering. Mi sta già costringendo guardare alle parafilie con occhi nuovi, quindi ottimo. Mi piace quando i libri scombussolano il mio modo di vedere qualcosa.

Prima di lasciarvi alla citazione, una piccola avvertenza per eventuali puritani e/o animalisti di passaggio: in questo brano si fa riferimento ad atti di zoofilia. Niente roba porno, naturalmente (stiamo parlando di un libro di divulgazione scientifica, mica di PornHub!), ma se la sola, lontana idea vi fa impressione, forse è meglio salutarci qui.

Da amante ‘platonico’ degli animali, sono a favore delle norme che li tutelano. La triste realtà è che sì, c’è gente che costringe gli animali e imprese sessuali disgustose. Tuttavia ci sono anche casi di sesso tra uomini e animali che non causano alcun danno all’animale e possono persino dare piacere a entrambi. Che cos’è peggio: uno stalliere che, per tornaconto economico, raccoglie il seme di un imbattibile cavallo da corsa tramite “elettroeiaculazione” (vale a dire inserendo una bacchetta elettrificata nel retto dell’animale e colpendone la prostata con una scarica ad alto voltaggio) o uno zoofilo che masturba dolcemente il suo cavallo con l’unico scopo di dargli piacere? Il fatto che il primo esempio sia legale e il secondo no dimostra che le leggi sulla bestialità si occupano più dei desideri sessuali devianti delle persone che del vero o presunto danno inflitto all’animale.

“Pervertito sarai tu.” Così molti di noi saranno tentati di rispondere a Jesse Bering, giovane psicologo e divulgatore scientifico brillante, che – in questo libro acuto e dall’ironia irresistibile – ci invita a esplorare fino in fondo la nostra coscienza erotica, alla ricerca di impulsi “devianti” e risvolti oscuri del desiderio che, probabilmente, fatichiamo ad ammettere persino di fronte a noi stessi. Alla ricerca, insomma, del pervertito che è (anche) in noi. Per rompere il ghiaccio, l’autore ci presenta prima di tutto le più stravaganti tra le sue esperienze sessuali: i primi sogni erotici e cotte adolescenziali, ma anche il bizzarro, decisivo, incontro con un insistente feticista dei piedi («era molto più interessato a succhiarmi le dita dei piedi che a fare qualsiasi altra cosa con il resto del mio corpo»). Per passare poi in rassegna moltissime delle centinaia di perversioni, o meglio “parafilie”, diffuse tra noi esseri umani (ma anche, grazie agli esperimenti dell’uomo, in molte specie del regno animale). Veniamo così a conoscenza di un mondo variegato di desideri e passioni inconsuete, alcune decisamente innocue come il feticismo dei piedi o l’attrazione verso gli specchi, altre più inquietanti come la necrofilia, altre ancora decisamente disturbanti e pericolose come il sadismo e la pedofilia. Alla fine di questo viaggio appassionante in compagnia di teratofili e oggettofili, di melissofili ebefili e feticisti degli stivali – un viaggio in cui ricordi personali e vividi casi clinici si alternano a illuminanti affondi nella storia della sessualità e persino nella preistoria della specie – veniamo a scoprire il messaggio più importante che Bering vuole trasmetterci: l’unico criterio sensato per giudicare le nostre perversioni è considerare se queste arrecano a noi stessi o agli altri un danno. Se avremo compreso a fondo questo principio, tentando di capire la nostra psicologia e quella degli altri in tutta la sua multiforme varietà, non esiteremo più ad ammettere che Perv siamo tutti noi.

Annunci